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Maggiori entrate: un terzo da chi occulta le tasse

del 14/03/2012
di: La Redazione
Maggiori entrate: un terzo da chi occulta le tasse
Maggiori entrate: un terzo dalla lotta all'evasione. è questo il calcolo che offre Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei conti, ieri in audizione presso la commissione bilancio della camera. Una strada da percorrere è migliorare la tax compliance per ridurre l'infedeltà fiscale. E la prevenzione passa dal controllo telematico dei corrispettivi, dalla tracciabilità di tutti i pagamenti relativi a oneri deducibili e da una maggiore assistenza dell'amministrazione finanziaria in sede di dichiarazione. Le manovre di finanza pubblica approvate tra il 2006 e il 2011 hanno «recuperato» sulla carta 73 miliardi di euro derivanti dalla lotta all'evasione. Risultati che però devono «diventare strutturali e non vanno in ogni caso ipotecati a preventivo». Affinché ciò sia possibile, sono necessari «un'adeguata conoscenza del fenomeno, un trasparente monitoraggio dei risultati dell'azione di contrasto, la fissazione di priorità circa gli obiettivi e le modalità d'impiego del gettito recuperato». Giampaolino ha presentato l'analisi annuale della crescita per l'anno 2012, nell'ambito dell'indagine conoscitiva della V commissione di Montecitorio sulle policy in materia tributaria assunte in sede comunitaria. La magistratura contabile evidenzia che l'Italia si avvia verso una pressione fiscale superiore al 45% del prodotto, «un livello che ha ben pochi confronti nel mondo». Considerata un'evasione complessiva stimata intorno al 10-12% del pil, «il nostro sistema tributario è disegnato in modo tale da far gravare un carico tributario sui contribuenti fedeli sicuramente eccessivo», sottolinea Giampaolino.

La Corte dei conti individua nella riduzione della spesa improduttiva l'unica via percorribile per poter aprire a una riduzione del carico tributario che aiuti il rilancio dell'economia ma non comprometta l'equilibrio di bilancio. Nell'immediato, però, perdurando la situazione di tensione sui mercati, la sola leva che il legislatore può manovrare per conseguire tale duplice obiettivo è il recupero dell'evasione. «Ampi sono i risultati finanziari della lotta all'evasione previsti dalle recenti manovre di finanza pubblica», osserva Giampaolino, «circa 73 miliardi per le manovre 2006-2011, con un'incidenza del 35,5% sul totale delle maggiori entrate complessive nette. Queste previsioni, di cui occorre verificare la realizzazione a consuntivo, non esauriscono tuttavia gli spazi di possibile recupero, tenuto conto della purtroppo perdurante ampiezza del fenomeno». La relazione mostra che un'ulteriore riduzione di 200 punti dello spread Btp-Bund determinerebbe un +1% del pil. Che, a parità di altri circostanze, produrrebbe entrate fiscali aggiuntive di importo pari a quelle attese dal previsto innalzamento di 2 punti percentuali dell'Iva. Inoltre, viene proposta l'introduzione dell'obbligo di utilizzare moneta elettronica anche al di sotto dei 1.000 euro per pagare qualsiasi spesa detraibile o deducibili, sia per le persone fisiche sia per professionisti e imprese.

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