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Il fisco ha calpestato la privacy

del 14/03/2012
di: di Simona D'Alessio
Il fisco ha calpestato la privacy
Bene la lotta all'evasione fiscale, ma non al prezzo di calpestare la privacy della gente, perché la richiesta «sempre più massiccia da parte delle strutture pubbliche» che contrastano frodi al fisco e illiceità nella previdenza e nell'assistenza sociale di accedere ai dati personali causa «strappi forti allo stato di diritto». E, in questa «fase di emergenza», non va dimenticato che «in uno stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori», poiché è da «sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli». Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, chiude il suo mandato (che scadrà ad aprile) presentando al senato un volume sugli ultimi sette anni di attività, tracciando un bilancio e criticando la spinta al controllo e all'acquisizione di informazioni sui comportamenti dei cittadini «che cresce di giorno in giorno». Eppure, in un'intervista a ItaliaOggi (del 14 gennaio 2012), aveva detto sì a deroghe temporanee rispetto alle garanzie della riservatezza personale per combattere l'evasione fiscale, in nome di un interesse collettivo più alto. Il numero uno dell'Authority prende di mira una delle ultime proposte del direttore dell'Agenzia delle entrate Attilio Befera, ossia il marchio di qualità per certificare la correttezza dei commercianti nell'emettere lo scontrino: attenzione, dice, «alle liste dei buoni e dei cattivi e ai bollini di qualunque colore siano», visto che «le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni». Il j'accuse di Pizzetti riguarda anche la riduzione dell'applicabilità del codice per la privacy contenuta nel decreto sviluppo del 13 maggio scorso (n. 70/2011) e nella manovra «Salva Italia» (n. 201/2011), allo scopo di limitare gli oneri per le aziende, con il risultato d'aver dovuto «interrompere istruttorie in atto, archiviare segnalazioni delle quali si era avviato l'esame, dichiarare estinti ricorsi ancora non scaduti». Uno sbaglio normativo, incalza, perché i dati «possono essere archiviati, trattati, incrociati con modalità sempre più sofisticate che possono consentirne l'uso per finalità impreviste e spesso illecite. Finora, potevamo assicurare alle imprese e alle persone giuridiche un alto livello di protezione, oggi tutto questo non è più possibile», pertanto solo gli strumenti ordinari del diritto e l'adozione di misure adeguate «potranno difenderle dallo spionaggio industriale e dai danni conseguenti alla perdita di dati». Reprimenda, poi, per i responsabili delle pubblicazioni dei contenuti delle intercettazioni telefoniche, «acquisite dai giudici a fini di giustizia, e pubblicate dai media, spesso senza adeguata attenzione a proteggere i terzi incolpevoli, le vittime del reato, i familiari». Parole, queste, pronunciate da Pizzetti pochi minuti dopo l'auspicio espresso dal presidente dell'assemblea di palazzo Madama Renato Schifani, secondo cui è tempo di stabilire regole che assicurino «il giusto equilibrio» tra il diritto all'informazione e intercettazioni «che violano la sfera privata». Quanto all'attività del garante, nel 2011 sono stati adottati 519 provvedimenti collegiali, è stato dato riscontro a 3.668 tra quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento ai settori telefonia, internet e informatizzazione, sanità e servizi di assistenza sociale, videosorveglianza, e rapporti di lavoro; decisi 257 ricorsi concernenti principalmente banche e società finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, attività di marketing, sistemi di informazioni creditizie, operatori telefonici e telematici. Effettuate 447 ispezioni fra strutture sanitarie pubbliche e private, fornitori di servizi di pubblica utilità, sistema della fiscalità, società di marketing e imprese che forniscono servizi informatici in modalità «cloud computing» (con uso di risorse hardware o software in remoto). Le violazioni amministrative contestate sono state 358 e le sanzioni riscosse ammontano a oltre 3 milioni di euro.

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