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Compensazioni Iva al fotofinish con l'affanno

del 13/03/2012
di: Valerio Stroppa
Compensazioni Iva al fotofinish con l'affanno
Compensazioni Iva nel caos. A pochi giorni dalla scadenza del 16 marzo gli operatori si interrogano sull'entrata in vigore della nuova stretta decisa con il dl n. 16/2011. L'articolo 8, commi 18 e 19 del decreto sulle semplificazioni tributarie ha infatti dimezzato, da 10 mila a 5 mila euro, la soglia entro la quale la compensazione orizzontale del credito Iva può essere effettuata senza le restrizioni imposte dal dl n. 78/2009 (presentazione della dichiarazione/istanza e obbligo di passare attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate). Il comma 20 ha inoltre previsto che «con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate possono essere stabiliti i termini e le ulteriori modalità applicative delle disposizioni di cui ai commi 18 e 19». Ed è proprio il carattere «eventuale» di quest'ultima disposizione a generare le incertezze applicative. La norma recante il nuovo limite, essendo in vigore dal 2 marzo 2012, sulla carta interessa tutte le compensazioni effettuate sotto la vigenza del decreto. Salvo che le Entrate non fissino con provvedimento un termine diverso e/o modalità «ulteriori» (vocabolo che sembra significare «aggiuntive» rispetto al meccanismo consolidato, quindi già operante). Le associazioni di categoria chiedono chiarezza al Fisco e oggi dovrebbe essere in dirittura la nota interpretativa che risolva l'incongruenza tra norma e relazione esplicativa del decreto legge fiscale. E, pur in assenza del provvedimento attuativo che dovrebbe contenere la deroga, continuano a regolarsi alla vecchia maniera, ossia tenendo ancora fermo il limite dei 10 mila euro. «Cambiamenti repentini di normativa che determinano nuove modalità negli adempimenti, senza nessun rispetto dei termini previsti della legge n. 212/2000, non vanno senz'altro nella direzione di migliorare il rapporto fisco-contribuente alla base della compliance», commenta Andrea Trevisani, direttore politiche fiscali di Confartigianato. «Auspichiamo una rapida presa di posizione ufficiale dell'Agenzia con la quale venga confermato che sarà un provvedimento del direttore, nel rispetto dei 60 giorni previsti dall'articolo 3 dallo Statuto del contribuente, a stabilire da quando saranno in vigore le nuove disposizioni sulle compensazione dei crediti Iva». Tesi condivisa anche da Claudio Carpentieri, responsabile fiscale Cna, che sottolinea come «la modifica normativa, proprio per l'assenza di disposizioni transitorie, debba assolutamente richiedere l'emanazione da parte dell'Agenzia delle entrate dell'apposito provvedimento di attuazione. Che, ci auguriamo, concederà un congruo lasso temporale ai contribuenti per adeguarsi. Proprio per questo le nostre indicazioni sul territorio sono state quelle di comportarsi secondo le vecchie regole, in attesa dell'emanazione del provvedimento». Sulla stessa lunghezza d'onda pure Antonio Vento, responsabile fiscalità d'impresa di Confcommercio. «Anche volendo, data l'imminenza del termine in molti casi non sarebbe materialmente possibile applicare la nuova norma», spiega, «è vero che la disposizione contenuta nel dl n. 16/2012 è formalmente già in vigore, ma è altrettanto vero che il comma 20 sembra rimettere l'efficacia della novità al provvedimento attuativo». Allineata a questa teoria anche Confesercenti. Che però si esprime in maniera critica rispetto all'intervento adottato dall'esecutivo. «La riduzione della soglia euro non costituisce tanto un problema tecnico, una volta che l'Agenzia fisserà con provvedimento la decorrenza», osserva il responsabile fiscale, Marino Gabellini, «ma è l'ennesimo esempio di come per colpa di pochi soggetti disonesti si penalizzino tutti i contribuenti. Sarebbe più corretto che almeno queste misure non vengano spacciate come armi di lotta all'evasione, bensì come uno strumento per fare cassa anche con gli spiccioli». L'estensione dell'obbligo di presentare preventivamente la dichiarazione per esercitare le compensazioni Iva anche nella fascia compresa tra 5 e 10 mila euro determinerà infatti un'ulteriore riduzione delle compensazioni e quindi un miglioramento dei saldi di finanza pubblica. La relazione illustrativa al decreto fiscale stima il beneficio per l'erario in 250 milioni di euro per il 2012 e in 300 milioni per gli anni successivi. «Sebbene sopraggiunga nell'ottica di combattere gli abusi, l'ulteriore riduzione penalizza artigiani e imprese, causando un aggravio finanziario», chiosa Beniamino Pisano, responsabile del servizio fiscale di Casartigiani, «soprattutto in un periodo di crisi come quella attuale per un “piccolo” dover sborsare poche migliaia di euro in più può fare la differenza. La norma, avendo di fatto modificato solo un numero nell'ambito di un provvedimento già vigente, è formalmente in vigore. Ma restiamo in attesa di chiarimenti ufficiali dell'amministrazione finanziaria per evitare comportamenti difformi o non corretti». E sempre sulle richieste di rinvio, ieri è arrivata la nota dell'ordine dei dottori commercialisti di Milano che torna sulla comunicazione dei beni ai soci incalzando sul rinvio dei termini dell'adempimento dal prossimo due aprile al 31 maggio.

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