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Cassazione, ampliata la Bersani

del 10/03/2012
di: di Debora Alberici
Cassazione, ampliata la Bersani
La Corte di cassazione amplia la portata applicativa della cosiddetta legge Bersani del 2006 ove prevede la libertà, per il professionista, di farsi pubblicità. Questa possibilità infatti vale anche, è il chiarimento della sentenza n. 3717 del 9 marzo 2012, per colui che dirige o è inserito in una struttura societaria.

Ad avviso della terza sezione civile del Palazzaccio che ha dato ragione piena a un professionista, in ossequio alle direttive europee e al principio di libera concorrenza, «l'abrogazione generale contenuta nell'art. 2, lett. b, della legge n. 248 del 2006, nella quale è sicuramente compresa l'abrogazione delle norme in materia di pubblicità sanitaria, di cui alla legge n. 175 del 1992, prescinde dalla natura (individuale, associativa, societaria) dei soggetti rispetto ai quali rileva l'esercizio della professione sanitaria, atteso che la stessa è attuativa dei principi comunitari volti a garantire la libertà di concorrenza e il corretto funzionamento del mercato e sarebbe illegittimo, oltre che irragionevole, limitarne la portata all'esercizio della professione in forma individuale, fermo restando che, all'interno del nuovo sistema normativo, nel quale la pubblicità non è soggetta a forme di preventiva autorizzazione, gli ordini professionali hanno il potere di verifica, al fine dell'applicazione delle sanzioni disciplinari, della trasparenza e della veridicità del messaggio pubblicitario».

È il caso del direttore sanitario di una clinica odontoiatrica, una srl, che aveva fatto della pubblicità considerata poco trasparente dall'ordine. In particolare nel volantino era contenuta la dicitura, «prima visita, diagnosi, radiografia e preventivo gratuiti». Contro la sanzione disciplinare il sanitario aveva fatto ricorso al Tribunale di La Spezia che, però, gli aveva dato torto. Quindi ha presentato gravame alla Corte d'appello e, dopo il verdetto negativo, ha depositato gli atti al Palazzaccio.

Con un principio innovativo e per il quale è prevedibile qualche impatto con la legge di stabilità, data l'introduzione delle nuove norme sulle società di professionisti, la terza sezione civile ha accolto il ricorso del direttore sanitario.

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