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Pensioni p.a., un anno sabbatico per la permanenza in servizio

del 10/03/2012
di: La Redazione
Pensioni p.a., un anno sabbatico per la permanenza in servizio
Arrivederci al 2013 per il trattenimento in servizio, ma scompare quello che fino a oggi è stato un diritto potestativo del lavoratore. Infatti, la possibilità di restare a lavorare oltre l'età per la pensione di vecchiaia opera esclusivamente per i lavoratori soggetti al nuovo regime delle pensioni, i quali da 66 possono arrivare a 68 anni (chi invece ha maturato i 65 anni utili nel 2011 va messo subito in pensione, si veda ItaliaOggi di ieri). È quant'altro precisa la circolare n. 2/2012 del ministro per la p.a. sulla riforma delle pensioni. Trattenimento in servizio. Anche dopo l'entrata in vigore della riforma Fornero (1° gennaio 2012), spiega la circolare, restano in vita gli istituti del «trattenimento in servizio» oltre i limiti di età e della «risoluzione unilaterale», mentre è stato abrogato quello dell'esonero. Sopravvivono, in particolare, nei confronti dei soggetti che maturano i requisiti per la pensione dall'anno 2012, ossia sulla base dei nuovi limiti (di età e di contribuzione) fissati dalla riforma. Pertanto, anche dopo la riforma i dipendenti possono richiedere (e le p.a. «possono» accordare) il trattenimento in servizio, ma questo si riferirà necessariamente al periodo successivo alla maturazione del nuovo requisito d'età per la pensione di vecchiaia che è fissato a 66 anni. Ciò vuol dire, allora, che il trattenimento in servizio diventa possibile dai 66 ai 68 anni d'età ma non prima del 1° gennaio 2013 (e salvo i futuri adeguamenti alla «speranza di vita»). Perché i dipendenti che quest'anno (2012) compiono 66 anni di età, avendo maturato i 65 anni nel 2011, rimangono soggetti alla previgente disciplina e la p.a. avrebbe potuto loro accordare di restare in servizio fino a 67 anni. Peraltro, aggiunge la circolare, per effetto del dl n. 138/2011, adesso la discrezionalità della p.a nella concessione del trattenimento in servizio è molto più marcata. Infatti, il trattenimento in servizio non è più un «diritto potestativo» del lavoratore, ma un diritto subordinato alla valutazione della p.a. in ordine all'organizzazione, al fabbisogno e alla disponibilità finanziaria (insomma soltanto se conviene alla p.a. il trattenimento è concesso, altrimenti il lavoratore va in pensione).Stop ai 40 anni. Nella previgente disciplina la p.a. aveva facoltà di licenziare il dipendente che avesse maturato «l'anzianità massima contributiva», vale a dire i 40 anni di contributi oltre i quali non si maturava più la pensione (nel sistema retributivo il massimo importo di pensione poteva arrivare all'80 per cento della retribuzione considerando proprio i 40 anni con i quali andava moltiplicato il coefficiente 2% di trasformazione). Adesso le cose sono cambiate. Infatti, spiega la circolare, la riforma delle pensioni ha abrogato il concetto di «anzianità massima contributiva» (ossia i 40 anni); con esso, di conseguenza, deve considerarsi abrogato pure il «presupposto» (cioè l'anzianità massima contributiva) per il licenziamento da parte della p.a. In verità, la circolare ritiene che il predetto presupposto sia soltanto «mutato», ossia si sia ora collegato agli anni di anzianità necessari per il diritto alla pensione anticipata. Pertanto, dal 1° gennaio 2013 le p.a. possono licenziare i dipendenti con 42 anni e 5 mesi di contributi, ossia 41 anni e 5 mesi se donne (sono i nuovi requisiti per la pensione anticipata). Unico salvagente per i lavoratori può essere l'età, perché la circolare raccomanda alle p.a. di non procedere a licenziare i soggetti con età inferiore a 62 anni essendo per loro prevista la penalizzazione dell'importo della pensione (ma l'operatività è stata rinviata al 2017 dal milleproroghe). Esonero. Infine, la circolare ricorda che è stato abrogato l'esonero, un istituto che consentiva di andare prima in pensione a certe condizioni. La riforma ha previsto che a chi fosse già titolare dell'esonero alla data del 4 dicembre 2011 continuano ad applicarsi i vecchi requisiti per la pensione. A tal fine, precisa la circolare, l'esonero si intende concesso se la p.a. (il dirigente) ha adottato una determinazione formale dalla quale si desuma la volontà di accoglimento della richiesta.

Daniele Cirioli

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