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Revoca dell'Iva prima casa, risponde solo l'acquirente

del 10/03/2012
di: La Redazione
Revoca dell'Iva prima casa, risponde solo l'acquirente
Il contribuente che acquista un immobile come prima casa da un soggetto imprenditore, chiedendo l'applicazione dell' aliquota IVA agevolata, risponde in via esclusiva della revoca delle agevolazioni; dell'eventuale differenza d'imposta, infatti, diversamente dal registro, risponde solo l'acquirente. La pretesa erariale, quindi, non coinvolge mai il venditore, anche se la revoca dei benefici sia dovuta a requisiti oggettivi dell'appartamento. Sono le conclusioni della Commissione tributaria regionale Lazio che si leggono nella sentenza n°45/01/12. La lite prendeva le mosse dalla notifica di un avviso di liquidazione e di irrogazione di sanzioni, con cui l'Ufficio finanziario intendeva recuperare la maggiore imposta sulla compravendita di un immobile assoggettata all'Iva con l'aliquota del 4%, in luogo dell'aliquota ordinaria del 20%. Nel rogito notarile l'acquirente aveva dichiarato di essere in possesso dei requisiti per l'agevolazione prima casa; l'ufficio, nella liquidazione, aveva esteso la pretesa sia all'acquirente che al venditore. La Commissione provinciale di Roma, accogliendo il ricorso ed annullando la liquidazione, aveva già escluso la solidarietà tra acquirente e venditore. Le Entrate opponendo la decisione, ritenevano che il venditore fosse l'obbligato principale ex articolo 17 Dpr n°633/72 con diritto di rivalsa nei confronti dell'acquirente; ritenevano poi che, quantomeno per i requisiti oggettivi (quelli riguardanti le caratteristiche dell'immobile), la responsabilità fosse solidale tra l'acquirente ed il venditore. Perentoria l'interpretazione dei giudici regionali capitolini: <>. Il collegio precisa come, per le compravendite assoggettate ad IVA, in tema di agevolazioni per l'acquisto della prima casa, la responsabilità possa essere attribuita esclusivamente all'acquirente; i giudici regionali osservano, infatti, che solo per il registro l'articolo 57 del Dpr n°131/86 estende la solidarietà a tutte le parti contraenti.

Benito Fuoco e Nicola Fuoco

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