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Via di fuga per consumatori e pmi

del 10/03/2012
di: di Matteo Rigamonti
Via di fuga per consumatori e pmi
Scappatoia per consumatori e pmi in crisi da sovraindebitamento. L'impresa potrà trovare un accordo con i propri creditori, ai fini del quale è sufficiente che aderiscano creditori per un importo pari al 60% del debito totale. Toccherà poi al giudice omologare tale accordo. E l'omologa avrà validità anche nei confronti dei creditori che non hanno aderito. Questo meccanismo di uscita dalla crisi, in qualche modo simile a quello dello swap greco di questi giorni, è delineato nel disegno di legge di modifica della legge 27 gennaio 2012, n. 3, in materia di sovraindebitamento, approvato ieri dal consiglio dei ministri (si veda quanto anticipato su ItaliaOggi del 7 marzo scorso). Come ricorda una nota di palazzo Chigi, in precedenza la legge prevedeva l'obbligatorietà dell'accordo tra debitore e creditori. La nuova impostazione introduce un criterio in base al quale anche i creditori che non aderiscono all'accordo possono essere assoggettati agli effetti della procedura in forza di un provvedimento di omologazione adottato dal tribunale. In tal modo anche i creditori privilegiati che non aderiscono all'accordo perdono il diritto di vedersi soddisfatti integralmente e subito. I creditori privilegiati potranno infatti essere vincolati dal provvedimento del tribunale che ritenga che non avrebbero potuto comunque ottenere di più. La soglia minima per l'accordo, come detto, è del 60% (inizialmente era prevista al 70%). Si introduce inoltre una procedura dedicata per il consumatore debitore in base alla quale non è previsto l'accordo, ma la predisposizione (a spese del debitore) di un «piano» da parte di appositi organismi di composizione della crisi, tra cui gli organismi di conciliazione, che operano in veste di garante della fattibilità del piano di ristrutturazione.

«Golden share» e sicurezza nazionale. Il consiglio dei ministri di ieri ha approvato anche un decreto legge in materia di «golden share» (si veda quanto anticipato su ItaliaOggi del 7 marzo scorso): in caso di privatizzazioni o vendita di parte del capitale di imprese pubbliche, l'esecutivo potrà godere di poteri di intervento speciali per tutelare gli interessi strategici del paese, come già avviene in altri stati dell'Unione europea. L'acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in un'impresa che svolge attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale, per esempio, potrà subire l'imposizione di specifiche condizioni. Mentre potrà essere esercitato il veto all'adozione di delibere dell'assemblea o degli organi di amministrazione di un'impresa che svolge la predetta attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza, nel caso in cui le delibere abbiano per oggetto modifiche all'assetto societario, il mutamento dell'oggetto sociale, lo scioglimento delle società, le cessioni di diritti reali o di utilizzo relativi a beni materiali o immateriali o l'assunzione di vincoli che ne condizionino l'impiego. L'opposizione all'acquisto di partecipazioni da parte di un soggetto diverso dallo stato italiano, o da enti pubblici italiani, invece, potrà essere esercitata dall'esecutivo nel caso in cui l'acquirente venga così a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione al capitale con diritto di voto «in grado di compromettere nel caso specifico gli interessi della difesa e della sicurezza nazionale».

«Golden share» ed energia. Sempre in tema di «golden share», con riguardo ai settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni è prevista anzitutto una notifica al governo delle delibere adottate dalla società che abbiano per effetto modifiche della titolarità, fusioni o la scissioni societarie. Sono poi previste sia la possibilità per il governo di sottoporre a specifiche condizioni delibere, atti o operazioni che diano luogo a una situazione di «eccezionale minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti», sia la possibilità di esercitare il potere di veto nel caso in cui il soggetto acquirente originario di un paese extra-europeo si stabilisca all'interno dell'Unione attraverso l'acquisto di un'azienda o di un suo ramo. In entrambi i casi, tuttavia, sono necessari due presupposti: a) la presenza di legami tra gli operatori coinvolti e organizzazioni criminali o con soggetti o enti ad esse collegati; b) l'intervento sulla società deve essere idoneo a garantire la continuità degli approvvigionamenti; il mantenimento, la sicurezza e l'operatività delle reti e degli impianti; il libero accesso al mercato.

Autostrade e infrastrutture. Il consiglio dei ministri ha inoltre approvato, in via preliminare, uno schema di statuto dell'Agenzia per le infrastrutture stradali ed autostradali (Aisa). L'Agenzia dovrebbe essere creata per dare attuazione al riassetto della governance pubblica in materia di strade ed autostrade, avviato con la manovra finanziaria di luglio 2011 (art. 36 del decreto-legge 98/2011). L'Aisa dovrebbe avere funzioni di concedente della rete, mentre l'Anas resterebbe titolare delle funzioni di concessionaria e gestore.

Sicurezza navale. È stata recepita la direttiva comunitaria in tema di navigazione marittima. Il provvedimento armonizza la normativa comunitaria e quella nazionale, e eleva lo standard dei requisiti tecnici per le navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali.

Nomine. È stato nominato Angelo Sticchi Damiani presidente dell'Automobile Club d'Italia; è stato conferito l'incarico di vicecomandante generale dell'Arma dei carabinieri al generale di Corpo d'armata Clemente Gasparri; sono state conferite le funzioni di direttore della Direzione informatica, telematica e tecnologie avanzate del Segretariato generale all'ammiraglio ispettore del Corpo armi navali Francesco Virgilio Pierucci.

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