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Interpretazione evolutiva nel processo tributario

del 09/03/2012
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Interpretazione evolutiva nel processo tributario
Via libera dalla Cassazione all'utilizzo dell'interpretazione evolutiva nel processo tributario. In presenza di significativi mutamenti di carattere tecnologico, il giudice tributario può far ricorso ad un' interpretazione analogica di tipo evolutivo, adeguando la formula legislativa ai cambiamenti intervenuti nel tempo. È il principio che si legge nella sentenza della Cassazione 30722/2011. L'interpretazione analogica, procedimento attraverso il quale il giudice colma una lacuna normativa offrendo un criterio di valutazione giuridico non espressamente contemplato dalla lettera della norma, trova difficile applicazione in ambito tributario, pur non essendo in astratto esclusa, sempre a detta degli ermellini, «in quanto le norme impositive non appartengono alle categorie contemplate dall'art. 14 delle preleggi (che concerne solo le norme penali e quelle eccezionali)». Altresì ammessa nel processo tributario, come ricordato nella sentenza in commento, la fattispecie dell'interpretazione estensiva, che «tende a ricomprendere nella portata concreta della norma tutti i casi da essa anche implicitamente considerati». Trattasi, invece, di interpretazione evolutiva nel caso in cui il giudice adegui il tessuto normativo ai mutamenti sociali, linguistici, tecnici e scientifici che sono intervenuti nel periodo che intercorre tra l'emanazione della legge e il tempo della sua applicazione. Nel caso trattato, si discuteva del corretto regime secondo cui sottoporre a tassazione un impianto pubblicitario a Led. Secondo la tesi del contribuente, era corretto parlare di semplice pubblicità «luminosa» (art. 8, dpr 639/72), piuttosto che di pubblicità effettuata a mezzo di «proiezioni luminose», posto che la norma vigente ratione temporis, art. 10, dpr 639/72 (più gravoso del precedente ai fini fiscali), non contemplava tra i mezzi tecnici adoperati per ottenere l'effetto visivo la tecnologia effettivamente utilizzata. Aggiungeva il contribuente, che l'evoluzione normativa sul tema, contenuta nel vigente art. 14 del dlgs 507/93, aveva inserito nel lessico normativo la locuzione «impiego di diodi luminosi», proprio per ricomprendere nell'ambito della tassazione specifica la nuova tecnologia comparsa nel frattempo sul mercato. «Non assume rilievo», osserva Piazza Cavour, «il fatto che la norma parli di “proiezioni”, anziché, come il vigente art. 14 dlgs 507/93, di “impiego di diodi luminosi”, trattandosi di variazioni collegate al diverso grado di evoluzione tecnologica raggiunto all'epoca di emanazione della norma». Al pari dell'interpretazione analogica e di quella estensiva, infatti, ben può ritenersi applicabile, in ambito tributario, «l'interpretazione c.d. evolutiva, la quale si limita ad adeguare la formula legislativa ai mutamenti (economico-sociali o tecnici) intervenuti nel tempo».

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