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Professionisti, no revocatorie sulle parcelle pre-liquidate

del 09/03/2012
di: Debora Alberici
Professionisti, no revocatorie sulle parcelle pre-liquidate
Non può essere oggetto di revocatoria fallimentare la parcella del professionista liquidata solo qualche giorno prima dello stato di dissesto.

È quanto emerge dall'ordinanza n. 3686 depositata dalla Suprema corte di cassazione l'8 marzo 2012.

La vicenda riguarda una società fallita che qualche giorno prima della dichiarazione di dissesto da parte del Tribunale aveva liquidato alla sua commercialista una parcella di 7 mila euro.

Dunque, la curatela si era opposta chiedendo la revoca del pagamento sulla base del fatto che una professionista, proprio perché tale, non poteva essere all'oscuro delle condizioni economiche dell'azienda sua cliente.

Nel ricorso si deduce la carenza di motivazione «sotto vari profili in ordine alla carenza dell'elemento psicologico da parte della commercialista titolare del credito, dotata di qualificazione professionale specifica che la poneva in grado di apprezzare i sintomi tipici del dissesto economico, quali i protesti bancari e le iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli». Ad avviso degli Ermellini, questa linea difensiva non può essere condivisa perché il Tribunale ha ben valutato le intenzioni della commercialista, escludendo la piena consapevolezza della crisi dell'impresa.

«La corte d'appello», si legge nel passaggio finale della breve ordinanza, «non ha infatti trascurato il vaglio della qualifica professionale della creditrice e della sua attività per conto di altra società del gruppo: né ha omesso di considerare il trasferimento della sede legale della società presso il suo studio, ove erano stati poi notificati decreti ingiuntivi, precetti e pignoramenti anteriori alla dichiarazione d'insolvenza. L'esclusione della valenza probatoria ai fini dell'elemento psicologico della fattispecie revocatoria è passato, dunque, per una critica puntuale di tali risultanze che appare immune da vizi di illogicità e non è passibile di sindacato di merito in questa sede». Sia il relatore sia la Procura generale della Suprema corte di cassazione hanno chiesto, nell'udienza svoltasi al Palazzaccio lo scorso 25 gennaio, l'esclusione della revocatoria nei confronti della commercialista per la parcella riscossa a ridosso della dichiarazione di fallimento decisa dalla Corte d'appello di Roma. In primo grado il Tribunale di Velletri aveva invece deciso di far cadere il credito in revocatoria.

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