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Iva sui servizi, strada in salita

del 08/03/2012
di: di Franco Ricca
Iva sui servizi, strada in salita
Criticità Iva in vista sugli scambi di servizi con fornitori extracomunitari: dal 17 marzo 2012, quando entreranno in vigore le nuove regole sul momento di effettuazione delle prestazioni di servizi, il committente nazionale dovrà emettere l'autofattura all'atto dell'ultimazione della prestazione, della quale potrebbe però ignorare il costo, elemento essenziale per poter calcolare l'imposta dovuta.

Questo per effetto delle modifiche apportate all'art. 6 del dpr 633/72 con l'art. 8 della legge n. 217/2011 (c.d. comunitaria 2010), che sono finalizzate al corretto recepimento della direttiva n. 2008/117/CE del 16 dicembre 2008, ma che sembrano eccedere, nella portata dell'intervento, gli scopi della direttiva stessa, laddove estendono l'applicazione delle nuove regole anche oltre i confini dell'Ue, causando la criticità in esame.

Modifiche all'effettuazione delle prestazioni

In base all'ultimo comma dell'art. 6 del dpr 633/72, aggiunto dall'art. 8 della legge n. 217/2011, a decorrere dalle operazioni effettuate dal 17 marzo 2012, le prestazioni di servizi c.d. «generiche», rese da un soggetto passivo non stabilito nel territorio dello stato ad un soggetto passivo stabilito, ovvero rese da un soggetto passivo stabilito nel territorio dello stato ad un soggetto passivo non stabilito, si considereranno effettuate, in deroga alle disposizioni del terzo e del quarto comma:

- nel momento in cui sono ultimate, ovvero

- alla data di maturazione dei corrispettivi, se si tratta di prestazioni di carattere continuativo o periodico, ovvero

- al 31 dicembre di ciascun anno, se si tratta di prestazioni continuative di durata ultrannuale.

Resta fermo che, in caso di pagamento anticipato rispetto ai suddetti eventi, la prestazione si considererà effettuata al momento del pagamento, limitatamente all'importo pagato. Non sarà rilevante, invece, l'eventuale emissione anticipata della fattura, in assenza del verificarsi dei predetti eventi o del pagamento.

Portata ed effetti delle modifiche

Le suddette modifiche riguardano, dal punto di vista oggettivo, soltanto le prestazioni c.d. «generiche» e, dal punto di vista soggettivo, le prestazioni stesse allorquando vengano scambiate fra un soggetto passivo stabilito (in qualità di committente o prestatore) ed un soggetto passivo estero (comunitario o extracomunitario). A quest'ultimo riguardo, la direttiva 2008/117, nell'imporre le predette modifiche (invero, già con decorrenza 1° gennaio 2010, quindi attuate con oltre due anni di ritardo), ha inteso armonizzare i criteri di effettuazione delle prestazioni generiche al fine di realizzare l'uniformità temporale del periodo di riferimento della fornitura, alle autorità fiscali, delle informazioni degli scambi intracomunitari di servizi, in funzione dei controlli sulla tassazione a destinazione.

L'effetto, in ambito comunitario, è che le prestazioni in esame dovranno essere fatturate con riferimento al momento di effettuazione univocamente determinato in base alle regole armonizzate. In base alle modifiche che lo stesso art. 8 della legge 217/2011 ha apportato all'art. 17 del dpr 633/72, sempre a decorrere dal 17 marzo prossimo, i committenti nazionali, tenuti ad applicare l'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile, osserveranno le disposizioni degli artt. 46 e 47 del dl n. 331/93, sicché dovranno integrare la fattura del fornitore Ue e registrarla nei termini indicati da dette disposizioni. Di conseguenza, in questo contesto, la modifica del momento di effettuazione, dal punto di vista operativo, si ripercuote essenzialmente sul prestatore, tenuto ad emettere la fattura al verificarsi degli eventi sopra richiamati. Il problema della fatturazione immediata/istantanea è comunque in via di soluzione, perché entro il 31 dicembre 2012 dovranno essere recepite le disposizioni contenute nella direttiva n. 45 del 2010, secondo le quali, per le operazioni intracomunitarie, la fattura potrà essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, anche cumulativamente in relazione alle diverse operazioni effettuate tra le parti nel corso del medesimo periodo.

Diverso il discorso per i servizi scambiati con soggetti extracomunitari (per i quali le modifiche non erano necessarie). Non si pongono problemi per le prestazioni rese da fornitori nazionali a committenti stabiliti fuori dell'Ue, trattandosi di operazioni fuori campo per le quali non sussiste neppure l'obbligo di fatturazione. Nel caso opposto, ossia per le prestazioni rese da fornitori extraUe a committenti nazionali, sorgono invece le criticità accennate in apertura. Il committente, infatti, per assolvere l'Iva dovrà provvedere all'emissione dell'autofattura al momento di effettuazione della prestazione, per cui, se si tratta di prestazioni istantanee, non inquadrabili in rapporti continuativi o periodici, il documento dovrà essere emesso all'atto dell'ultimazione del servizio. A prescindere dalle difficoltà che, in linea generale, possono presentarsi per l'individuazione del momento dell'ultimazione, è da evidenziare che, in tale momento, il committente potrebbe non essere ancora a conoscenza del corrispettivo dovuto, e dunque non in grado di quantificare la base imponibile per l'applicazione dell'imposta.

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