Consulenza o Preventivo Gratuito

Acquisti, il comune detrae l'Iva

del 08/03/2012
di: di Debora Alberici
Acquisti, il comune detrae l'Iva
Il comune può detrarre l'Iva sugli acquisti fatti per attività quali la costruzione di infrastrutture e manutenzione di beni pubblici mentre non può detrarre l'imposta sulla locazione dello stadio comunale. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 3513. La vicenda riguarda il comune di Perugia. L'ente locale si era detratto l'Iva sulla costruzione e manutenzione di infrastrutture e parcheggi. Non solo, aveva goduto del beneficio fiscale anche in relazione all'affitto dello stadio comunale. L'ufficio delle imposte aveva notificato una rettifica all'ente locale. Questo l'aveva impugnata, la ctp e la ctr umbre avevano dato ragione all'amministrazione ritenendola soggetta a Iva per l'attività di costruzione e, come tale, anche legittimata a detrarre l'imposta. Contro questa decisione l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in cassazione ma lo ha vinto solo sul fronte locazione. Per tutte le altre attività di costruzione e manutenzione di infrastrutture l'ente locale è un vero e proprio soggetto Iva e quindi può detrarla. In particolare la sezione tributaria, dopo aver esaminato la giurisprudenza comunitaria in materia ha messo nero su bianco che «la sentenza impugnata si rivela immune da censure, dovendosi ritenere che il giudice a quo, nell'affermare che il Comune svolge le attività in questione in posizione dominante e praticamente di monopolio, tale da indurre disturbo alla libera concorrenza, abbia accertato l'effetto distorsivo della concorrenza, attuale e potenziale (e non meramente ipotetica), provocato da tale situazione, e ne abbia tratto correttamente la conseguenza dell'assoggettamento ad Iva delle attività medesime, non assumendo di per sé rilievo in contrario il fatto che il risultato della distorsione della concorrenza non si presenti nella fattispecie come futuro ed eventuale, ma si sia già di fatto prodotto (perché ciò è proprio quel che la normativa comunitaria intende evitare)». Sul versante locazione gli Ermellini hanno precisato invece che, ai sensi dell'art. 4, primo comma. del dpr n. 633 del 1972, per «esercizio di imprese si intende «l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali di cui all'art. 2195 cod. civ., anche se non organizzate in forma d'impresa». In merito al presupposto soggettivo di applicazione dell'imposta, il successivo quarto comma dell'art. 4 stabilisce che «per gli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale tra i quali rientrano gli enti locali, si considerano effettuate nell'esercizio di imprese, e come tali sono incluse nel campo di applicazione dell'Iva, soltanto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte nell'esercizio di attività commerciali».

vota