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Fisco, sospensione fai-da-te

del 08/03/2012
di: di Valerio Stroppa
Fisco, sospensione fai-da-te
Commissioni tributarie in ordine sparso sulla sospensione fino al 30 giugno delle liti fiscali minori definibili in via agevolata dal contribuente. A meno di un mese dalla scadenza della nuova «tornata» per la chiusura dei contenziosi di importo fino a 20 mila euro disposta dal dl 216/2011, in alcuni collegi sta operando la sospensione d'ufficio delle controversie che erano già state calendarizzate, richiedendo così la presentazione di un'apposita istanza di trattazione laddove il contribuente non voglia avvalersi della definizione. In altre commissioni, invece, per le liti interessate dalla seconda fase della minisanatoria ciò non avviene e lo stop deve essere richiesto espressamente dal ricorrente. La difformità origina dal fatto che l'art. 39, comma 12 dl n. 98/2011, che ha riproposto lo scorso anno la chiusura delle liti fino a 20 mila euro pendenti con l'Agenzia delle entrate alla data del 1° maggio 2011, ricalca il meccanismo introdotto in passato con l'art. 16, legge 289/2002. La manovra correttiva del 2011 stabilisce che «le liti fiscali che possono essere definite ai sensi del presente comma sono sospese fino al 30 giugno 2012». Un dettato normativo piuttosto chiaro e che sembra interessare indistintamente tutti i contenziosi. Sia quelli già nell'agenda delle commissioni, sia quelli da programmare. Tale interpretazione ha dato luogo alla sospensione d'ufficio effettuata per tutti i procedimenti astrattamente definibili da molte commissioni (tra cui la maggior parte di quelle lombarde, pugliesi e siciliane). Dall'altro lato, però, sussiste il richiamo alla legge n. 289/2002, la quale, per le cause definibili ma già calendarizzate in udienza, prevedeva la sospensione solo «a richiesta del contribuente che dichiari di volersi avvalere delle disposizioni del presente articolo». Sulla stessa lunghezza d'onda si è espressa pure l'Agenzia delle entrate con la circolare n. 48/E del 2011, affermando come «se la data di trattazione della lite era stata già fissata nel suddetto periodo di sospensione, il giudizio prosegue, salva la facoltà del contribuente di chiederne la sospensione, rappresentando la volontà di avvalersi della definizione». Un orientamento analogo a quello assunto dalla Ctp Toscana e Ctp di Reggio Emilia. Presso quest'ultima se il ricorrente è presente all'udienza viene messa a verbale la sua volontà di volersi avvalere o meno della chiusura agevolata. Se la risposta è positiva la trattazione viene sospesa. Viceversa la controversia viene affrontata dai giudici: «Stante la dichiarazione di volontà della ricorrente rilasciata in udienza di rinuncia a usufruire della definizione agevolata della lite il ricorso può essere deciso», è la formula che si legge nelle sentenze della Ctp reggiana (per esempio la n. 157/4/11).

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