Cessione pro-soluto dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. L'intervento permette alle imprese di rientrare dei fondi vantati nei confronti della pubblica amministrazione da una parte, mentre dall'altra impegna la pubblica amministrazione debitrice a pagare entro e non oltre 12 mesi dalla data di certificazione. La provvista messa a disposizione dalla Cdp potrà essere usata dalle Banche a copertura di operazioni di cessione «pro soluto» di crediti certificati ai sensi del dl 185/2008 da regioni ed enti locali. I crediti dovranno derivare da appalti per lavori, servizi e forniture. Per ottenere la certificazione del credito l'azienda deve fare una istanza chiedendo di certificare le somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, alle regioni o agli enti locali. Gli enti entro il termine di 20 giorni dalla data di ricezione dell'istanza, devono dichiarare se il relativo credito è certo, liquido ed esigibile. I fondi dedicati ammontano a 2 miliardi. Con l'acquisto pro-soluto dei crediti la banca non aumenta la propria esposizione nei confronti dell'impresa, ma apre una nuova linea di credito nei confronti della pubblica amministrazione, di conseguenza l'operazione dovrebbe liberare le linee di fido impegnate e consentire quindi all'impresa di avere liquidità aggiuntiva. Nelle intenzioni la cessione del credito produce effetti positivi sulle dinamiche di investimento delle pmi, liberando linee di credito. Sono esclusi dall'operazione i debiti sanitari.
I finanziamenti per investimenti e circolante. Gli 8 miliardi di euro del «Plafond Investimenti» potranno essere utilizzati dalle banche per finanziare solo nuovi investimenti e per far fronte a esigenze di incremento del capitale circolante delle pmi. Non sono invece ammesse le ristrutturazioni dei debiti pregressi. Le scadenze dei finanziamenti potranno essere di 3, 5, 7 e 10 anni. Il nuovo plafond Investimenti può essere abbinato ai principali strumenti di garanzia pubblica disponibili: Fondo centrale garanzia, Sace e Ismea. Nel passato l'operazione era nata solo insieme a Sace. Questo strumento va a integrare l'analogo plafond da 8 miliardi di euro, attivo dalla fine del 2009 e pressoché a oggi interamente erogato. La provvista Cdp è stata impiegata in favore di circa 42 mila pmi, anche grazie alla massiva adesione da parte della rete bancaria: 76% del totale in termini di sportelli e il 92% in termini di quote di mercato.
La procedura. I termini e le condizioni dei finanziamenti sono determinati dalle banche in funzione del costo della provvista Cdp e del merito creditizio delle imprese richiedenti. Nel contratto di finanziamento stipulato tra la banca e la pmi dovrà essere specificato che l'operazione è stata realizzata utilizzando la provvista messa a disposizione dalla Cassa. Dovrà essere indicato, oltre al relativo costo, anche la durata. L'operazione dovrà avvenire nella massima trasparenza, le quotazioni relative ai costi della provvista saranno rese note sui siti di Cdp e di Abi. la prima quotazione sarà fissata per il 22 marzo 2012. Anche agli aggiornamenti successivi sarà assicurata massima trasparenza, con le medesime forme di pubblicità. Le pmi possono rivolgersi a un qualsiasi sportello delle Banche aderenti alla Convenzione, il cui elenco sarà pubblicato, come è stato fatto per il Plafond attivo dal 2009, sui siti internet di Cdp e di Abi. Dagli stessi siti sono prelevabili gli appositi modelli di richiesta di finanziamento, distinti a seconda che la stessa sia finalizzata a coprire investimenti e il capitale circolante ovvero le operazione di cessione di crediti vantati verso la p.a., utili per poter presentare le richieste.
