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Cessione pro soluto dei crediti p.a.

del 07/03/2012
di: di Roberto Lenzi
Cessione pro soluto dei crediti p.a.
È possibile la cessione pro-soluto alle banche dei crediti vantati presso la pubblica amministrazione dalle pmi: è questa la risposta di Cassa depositi e prestiti alla richiesta delle imprese che non riescono a riscuotere dalla pubblica amministrazione. Il plafond stanziato è pari a 2 miliardi di euro e permetterà di monetizzare i crediti. Gli altri 8 miliardi messi a disposizione dalla Cdp sono invece destinati a facilitare l'accesso al credito delle imprese con finanziamenti, anche nella forma del leasing finanziario. Le richieste dovranno essere finalizzate a investimenti o a esigenze di incremento del capitale circolante delle imprese. Questo è quanto è emerso alla presentazione, presso la sede della Cassa depositi e prestiti di Roma, della Conferenza stampa congiunta Cdp-Abi di presentazione del «Nuovo Plafond pmi» (si veda ItaliaOggi di ieri). I beneficiari sono, anche stavolta solo le piccole e medie imprese. Per la definizione delle stesse viene richiamata la definizione comunitaria fissata dalla raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003 (2003/361/Ce), quindi le imprese con meno di 250 addetti, il cui fatturato non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni, considerati, oltre a tali parametri dimensionali, anche i rapporti con altre imprese, in termini di autonomia, associazione e collegamento.

Cessione pro-soluto dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. L'intervento permette alle imprese di rientrare dei fondi vantati nei confronti della pubblica amministrazione da una parte, mentre dall'altra impegna la pubblica amministrazione debitrice a pagare entro e non oltre 12 mesi dalla data di certificazione. La provvista messa a disposizione dalla Cdp potrà essere usata dalle Banche a copertura di operazioni di cessione «pro soluto» di crediti certificati ai sensi del dl 185/2008 da regioni ed enti locali. I crediti dovranno derivare da appalti per lavori, servizi e forniture. Per ottenere la certificazione del credito l'azienda deve fare una istanza chiedendo di certificare le somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, alle regioni o agli enti locali. Gli enti entro il termine di 20 giorni dalla data di ricezione dell'istanza, devono dichiarare se il relativo credito è certo, liquido ed esigibile. I fondi dedicati ammontano a 2 miliardi. Con l'acquisto pro-soluto dei crediti la banca non aumenta la propria esposizione nei confronti dell'impresa, ma apre una nuova linea di credito nei confronti della pubblica amministrazione, di conseguenza l'operazione dovrebbe liberare le linee di fido impegnate e consentire quindi all'impresa di avere liquidità aggiuntiva. Nelle intenzioni la cessione del credito produce effetti positivi sulle dinamiche di investimento delle pmi, liberando linee di credito. Sono esclusi dall'operazione i debiti sanitari.

I finanziamenti per investimenti e circolante. Gli 8 miliardi di euro del «Plafond Investimenti» potranno essere utilizzati dalle banche per finanziare solo nuovi investimenti e per far fronte a esigenze di incremento del capitale circolante delle pmi. Non sono invece ammesse le ristrutturazioni dei debiti pregressi. Le scadenze dei finanziamenti potranno essere di 3, 5, 7 e 10 anni. Il nuovo plafond Investimenti può essere abbinato ai principali strumenti di garanzia pubblica disponibili: Fondo centrale garanzia, Sace e Ismea. Nel passato l'operazione era nata solo insieme a Sace. Questo strumento va a integrare l'analogo plafond da 8 miliardi di euro, attivo dalla fine del 2009 e pressoché a oggi interamente erogato. La provvista Cdp è stata impiegata in favore di circa 42 mila pmi, anche grazie alla massiva adesione da parte della rete bancaria: 76% del totale in termini di sportelli e il 92% in termini di quote di mercato.

La procedura. I termini e le condizioni dei finanziamenti sono determinati dalle banche in funzione del costo della provvista Cdp e del merito creditizio delle imprese richiedenti. Nel contratto di finanziamento stipulato tra la banca e la pmi dovrà essere specificato che l'operazione è stata realizzata utilizzando la provvista messa a disposizione dalla Cassa. Dovrà essere indicato, oltre al relativo costo, anche la durata. L'operazione dovrà avvenire nella massima trasparenza, le quotazioni relative ai costi della provvista saranno rese note sui siti di Cdp e di Abi. la prima quotazione sarà fissata per il 22 marzo 2012. Anche agli aggiornamenti successivi sarà assicurata massima trasparenza, con le medesime forme di pubblicità. Le pmi possono rivolgersi a un qualsiasi sportello delle Banche aderenti alla Convenzione, il cui elenco sarà pubblicato, come è stato fatto per il Plafond attivo dal 2009, sui siti internet di Cdp e di Abi. Dagli stessi siti sono prelevabili gli appositi modelli di richiesta di finanziamento, distinti a seconda che la stessa sia finalizzata a coprire investimenti e il capitale circolante ovvero le operazione di cessione di crediti vantati verso la p.a., utili per poter presentare le richieste.

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