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Golden share, provvedimenti ad hoc per i settori strategici

del 07/03/2012
di: La Redazione
Golden share, provvedimenti ad hoc per i settori strategici
Arriva un testo ad hoc per la golden share. Il preconsiglio dei ministri di ieri ha esaminato il testo che riscrive le regole per i poteri speciali nei settori di difesa e sicurezza e per le attività di rilevanza strategica quali energia, trasporti e telecomunicazioni. Non è ancora chiaro se la veste normativa sarà quella del disegno di legge o del decreto legge. In tre articoli il governo detta le nuove regole per le operazioni da seguire in caso di interesse nei confronti di imprese italiane operanti nei settori strategici.

La disciplina per i settori di energia, trasporti e telecomunicazioni affida a successivi decreti di Mario Monti, presidente del consiglio, l'individuazione di dettaglio delle reti, impianti beni e rapporti di rilevanza strategica dei settori citati. Decreti da rivedere ogni tre anni. Se la società che ha uno o più «attivi» nei settori da individuare adotta delibere o operazioni, che incidono sulla titolarità del controllo o della disponibilità, o adotta delibere aventi a oggetto operazioni di fusioni o scissione della società, ma anche il trasferimento all'estero della sede sociale, entro dieci giorni deve comunicare al governo gli atti prima di darne attuazione. Il potere di veto sarà espresso con un dpcm se gli atti diano luogo a una situazione eccezionale di minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi pubblici. Il governo ha 15 giorni di tempo per rispondere con l'eventuale veto, termine può essere sospeso una sola volta, e se è necessario chiedere alla società un supplemento di informazioni. Nelle more dello scambio di informazioni è sospesa l'efficacia della delibera. Il silenzio, decorsi i termini indicati dal comma 4 dell'articolo 2, vale assenso e l'operazione si intende autorizzata. È prevista, però, anche la forma di autorizzazione condizionata. Le delibere che non rispettano l'iter fissato dal comma 4 si devono intendere come inefficaci e il governo può ingiungere di ripristinare la situazione pre delibera irregolare. Può scattare una sanzione prevista fino al doppio del valore dell'operazione.

Sempre per il settore tlc, energia e trasporti per un soggetto acquirente extra Ue è prevista una procedura speciale nel caso voglia acquistare partecipazioni rilevanti: notifica entro dieci giorni con informazioni utili alla descrizione del progetto di acquisizione. In questo caso se l'operazione presenta profili di minaccia per gli interessi nazionali con dpcm entro 15 giorni si può condizionare l'efficacia dell'acquisto con l'obiettivo di garantire la tutela degli interessi. Il governo può arrivare a opporsi qualora si verifichino casi eccezionali di rischio per la tutela. E si può arrivare fino a costringere a vendere le azioni entro un anno, con intervento del tribunale e obbligo di vendita delle azioni. I poteri speciali sono esercitati, però, solo sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori. Lo schema di provvedimento ne individua due: legami tra operatori coinvolti e organizzazioni criminali e idoneità dell'assetto risultante dall'atto giuridico a garantire la continuità degli approvvigionamenti, mantenimento e operatività delle reti e degli impianti, libero accesso al mercato.

Per quanto riguarda i settori della difesa e della sicurezza nazionale, il provvedimento prevede che, «con uno o più decreti del presidente del consiglio», sono «individuate le attività di rilevanza strategica» per le quali possono essere esercitati i poteri speciali «in caso di minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della sicurezza nazionale».

Cristina Bartelli

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