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Per il rimborso Irap si guarda al mod. Unico

del 06/03/2012
di: La Redazione
Per il rimborso Irap si guarda al mod. Unico
L'avvocato ha diritto al rimborso dell'Irap se dal modello unico e dal libro dei beni ammortizzabili risulta che, al di là dello studio e delle apparecchiature informatiche e di telecomunicazione, non si avvale dell'aiuto di dipendenti o collaboratori.

Lo ha stabilito la Suprema corte di cassazione che, con la sentenza numero 3423 del 5 marzo 2012, ha accolto il ricorso di un legale, presentato contro la decisione dei giudici di merito (sia in primo sia in secondo grado) che avevano ritenuto legittimo il silenzio-rifiuto sulla richiesta di rimborso Irap. Il professionista si era sempre difeso sostenendo l'ingiustizia del prelievo Irap per il solo fatto di avere uno studio, computer, telefoni e internet.

Non solo. L'uomo aveva prodotto in giudizio il modello unico dal quale emergeva l'assenza di dipendenti e collaboratori. Di più, anche dal libro dei beni ammortizzabili si deduceva che questi fossero il minimo indispensabile. Il Collegio di legittimità, contrariamente a quanto sostenuto dal relatore (cosa abbastanza infrequente), ha aderito alle tesi prospettate dal legale e ha accolto il ricorso del contribuente. «Il Collegio», si legge nel passaggio finale della motivazione, «a seguito della discussione in camera di consiglio, ritiene di non poter condividere i rilievi esposti nella relazione in riferimento al primo dei motivi di impugnazione, atteso che nella sentenza impugnata il requisito dell'impiego di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile (l'unico che appaia in qualche modo coerentemente delineato) è identificato con riferimento all'utilizzo di uno «studio a ciò esclusivamente dedicato e con l'ausilio di attrezzature probabilmente informatiche e di comunicazione», ciò che intrinsecamente non appare sufficiente ad integrare il requisito di legge alla luce della definizione datane da questa Corte, e cioè di «risorse materiali e umane autonomamente suscettibili di valore aggiunto» quali è da escludere che possano risultare quelle essenziali identificate dal giudice del merito, se non con il diretto e costante controllo personale da parte del contribuente-libero professionista». Insomma, le motivazioni depositate ieri aggiungo un tassello importante per i piccoli professionisti che si accingono a chiedere il rimborso dell'imposta, dato che la prova è a loro carico.

Debora Alberici

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