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Tempi lunghi per alleviare la stretta sul cash dei turisti

del 06/03/2012
di: Valerio Stroppa
Tempi lunghi per alleviare la stretta sul cash dei turisti
Il divieto di pagamenti in contanti dai mille euro in su continua a restare in vigore per tutti. Anche per i turisti e i cittadini extracomunitari. Almeno fino a quando non saranno compiuti gli step attuativi previsti dal decreto fiscale. L'articolo 3, comma 2 del dl n. 16/2012 subordina infatti l'applicabilità dell'agevolazione all'invio di un'apposita comunicazione preventiva all'amministrazione finanziaria. Per prima cosa l'Agenzia delle entrate dovrà emanare entro il 2 aprile un provvedimento per stabilire modalità e termini dell'invio (anche telematico). Solo dopo aver effettuato la comunicazione gli operatori economici che intendono avvalersi della deroga potranno accettare pagamenti cash oltre soglia, facoltà concessa dall'articolo 3 del dl n. 16/2012 per l'acquisto di beni e servizi legati al turismo effettuati da soggetti non residenti con cittadinanza extra-Ue o provenienti da paesi non appartenenti allo Spazio economico europeo. In tali casi, sulle transazioni effettuate presso gli esercenti elencati dagli articoli 22 e 74-ter del dpr n. 633/1972 (commercianti al minuto, agenzie di viaggio, etc.), il limite dei mille euro per i pagamenti cash non risulterà applicabile. Tuttavia, il dl n. 16/2012 richiede diversi adempimenti a carico del cedente/prestatore che accede a tale facilitazione. In primo luogo egli dovrà acquisire una fotocopia del passaporto del cliente, anche al fine di verificare i requisiti della residenza e della cittadinanza. Inoltre, l'esercente dovrà versare su conto corrente il denaro incassato entro il primo giorno feriale successivo all'operazione. Al contempo, il negoziante dovrà consegnare all'intermediario finanziario copia del documento del cessionario/committente, nonché copia della fattura, ricevuta o scontrino fiscale emesso. La decisione di non prevedere nessun tetto alle spese in contanti per gli stranieri «è una scelta di buon senso, coerente con le politiche di sviluppo economico e turistico del nostro Paese, e di certo non è in contraddizione con la ratio di contrasto al riciclaggio e all'evasione fiscale», afferma il presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi. «Auspico che questo importante risultato possa contribuire a mantenere i livelli di consumo almeno dei turisti stranieri, tradizionalmente amanti del made in Italy».

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