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Prescrizione bis con la denuncia

del 03/03/2012
di: di Carla De Lellis
Prescrizione bis con la denuncia
Per il raddoppio della prescrizione, da cinque a dieci anni, la denuncia del lavoratore oppure dei suoi eredi all'Inps deve avvenire prima dello spirare della prescrizione quinquennale. Lo precisa lo stesso ente di previdenza nella circolare n. 31/2012, illustrando i nuovi criteri per l'applicazione del regime di prescrizione contributiva a seguito dei mutati orientamenti giurisprudenziali.

La prescrizione dei contributi. La vigente disciplina stabilisce che, dal 1° gennaio 1996, i contributi relativi ai periodi precedenti al 17 agosto 1995 si prescrivono in cinque anni, in luogo della vecchia disciplina che stabiliva un più lungo termine, cioè di dieci anni. La denuncia del lavoratore oppure dei suoi superstiti può in talune ipotesi determinare la conservazione del precedente termine decennale. In particolare tale possibilità di mantenere il termine prescrizionale decennale si ha qualora il lavoratore oppure i suoi superstiti (eredi) presentino all'Inps una denuncia entro il termine di cinque anni dalla scadenza dei contributi per i quali si chiede il recupero. Laddove, invece, la denuncia venga effettuata oltre il predetto termine di cinque anni dalla scadenza dei contributi dei quali il lavoratore oppure i suoi superstiti chiedono il recupero, la contribuzione si considera prescritta e, qualora il datore di lavoro provveda a effettuarne spontaneamente il versamento, l'Inps deve procedere d'ufficio al suo rimborso.

I chiarimenti. Tuttavia, spiega l'Inps, in accordo con l'ormai costante orientamento giurisprudenziale, la denuncia utile deve intendersi solamente quella relativa all'omissione contributiva che sia presentata all'Inps dal lavoratore interessato (o dai superstiti) ai fini del recupero dei contributi non denunciati. Inoltre, aggiunge l'Inps, in tal caso, l'allungamento del termine prescrizionale (da cinque a dieci anni) opera indipendentemente dal fatto che l'istituto di previdenza si attivi o meno, nei confronti del datore di lavoro inadempiente, con le opportune azioni di recupero. Ancora, per quanto riguarda gli atti interruttivi (o gli atti di inizio di procedure di recupero) posti in essere dall'Inps e ritenuti idonei ai fini dell'applicazione del preesistente termine di prescrizione decennale, la circolare precisa che vi rientra qualunque concreta attività di indagine o attività ispettiva compiuta dall'Istituto in qualità di titolare della contribuzione omessa. Al contrario, non potranno ritenersi idonei a determinare l'applicabilità del termine decennale di prescrizione, atti d'iniziativa, assunti da soggetti diversi, tra i quali si annoverano i verbali di altri enti contenenti la contestazione di una medesima omissione contributiva.

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