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Yacht, in 27 mila salutano l'Italia

del 03/03/2012
di: di Tancredi Sequi
Yacht, in 27 mila salutano l'Italia
Bilancio in profondo rosso per la tassa sugli yacht introdotta dal governo Monti a partire dal primo maggio prossimo. A tirare un primo bilancio è stato Luciano Serra, presidente di Assonat levando i veli sui risultati della prima ricerca effettuata a livello italiano dall'Osservatorio nautico nazionale sulle conseguenze della tassa giornaliera di stazionamento imposta dalla legge a tutte le imbarcazioni di dimensione superiore ai 10 metri. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio, alla fine di gennaio, ovvero a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione della norma sulla gazzetta Ufficiale, sarebbero già 27 mila le unità da diporto che avrebbero lasciato gli ormeggi lungo i 7.500 chilometri di costa italiana per dirigere la barra verso i porti dei Paesi limitrofi, dalla Croazia alla dalla Grecia dalla Slovenia alla Francia, ma anche Spagna e Turchia. Tutto questo, con un impatto davvero oneroso per le casse dello Stato. A fronte di un gettito stimato legato all'introduzione della nuova tassa di 200 milioni di euro circa, i conti fatti dall'Osservatorio parlano infatti di 104 milioni di euro di entrate indirette che non verranno incassate dall'Erario italiano. Per non parlare degli effetti indiretti legati all'impatto atteso sull'indotto, stimato in 8.900 posti di lavoro a rischio per i mesi a venire. Ma le stime messe a punto dagli esperti dell'Osservatorio hanno una connotazione ben più drammatica. Per evitare di pagare un'imposta giornaliera capace di arrivare anche a 703 euro al giorno per gli yacht oltre i 64 metri di lunghezza, gli armatori stranieri potrebbero decidere di privilegiare altre mete del Mediterraneo per le proprie crociere generando un impatto devastante sull'economia della Penisola, fortemente legata al turismo. I dati dell'Osservatorio nautico nazionale parlano infatti di una perdita stimata per il sistema Italia di ben 210 miliardi di euro come conseguenza della perdita dei transiti dei super yacht lungo le coste della Penisola. Per non parlare dell'effetto legato al crollo atteso degli investimenti in strutture ricettive e portuali, che dovrebbero tradursi in un blocco di almeno 1,4 miliardi di investimenti. E sulla cantieristica Serra ha lanciato un vero e proprio allarme dipingendo un quadro drammatico relativo all'impatto atteso sul livello di fatturato interno con una capacità produttiva stimata in flessione del 35% a livello nazionale.

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