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Sorveglianza sorda

del 03/03/2012
di: di Antonio Ciccia
Sorveglianza sorda
L'audiosorveglianza viola la privacy. Al sistema di ripresa delle immagini non può essere aggiunto il microfono. Così ha deciso il garante della privacy (provvedimento su richiesta di verifica preliminare n. 11/2012), accogliendo la richiesta del gestore di una centrale termoelettrica.

Il garante ha valutato le esigenze di sicurezza e ha considerato che l'ubicazione isolata del sito, la sua notevole estensione e la posizione dell'area al di fuori delle zone in cui le forze dell'ordine svolgono la routinaria attività di pattugliamento vale a giustificare l'adozione di un sistema di sicurezza con la videosorveglianza. Questo sistema, consentendo una rilevazione di possibili intrusioni in tempi estremamente brevi, può effettivamente in grado di prevenire accessi non autorizzati alla struttura e prevenire atti vandalici, danneggiamenti o furti. Il garante, quindi, ha autorizzato l'installazione di telecamere «intelligenti» (muniti di motion detection) in grado di segnalare, tra l'altro, eventuali tentativi di sabotaggio o soggetti in movimento, ma ha prescritto che le riprese vengano utilizzate solo per finalità di tutela del patrimonio aziendale e della sicurezza del personale.

Il garante ha, invece, bloccato la richiesta di poter captare suoni fino a 5-6 metri di distanza dalle telecamere: l'uso di un tale sistema avrebbe infatti comportato il rischio di ledere la riservatezza di chiunque si fosse trovato nei pressi delle aree controllate, inclusa la zona del parcheggio e dell'ingresso principale, o in luoghi di semplice ristoro o di riposo dal turno di lavoro dei dipendenti. Inoltre il garante ha ricordato la necessità di seguire quanto previsto dall'articolo 4 dello statuto dei lavoratori (accordo con i sindacati o autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro), dal momento che il sistema di videosorveglianza inquadra anche aree di lavoro o di sosta del personale potrà essere attivato, come prevede lo Statuto dei lavoratori, solo dopo aver raggiunto uno specifico accordo con le rappresentanze sindacali o dopo aver ottenuto l'autorizzazione della competente. Con altro provvedimento il garante ha varato il piano ispettivo per il primo semestre 2012. Tra i settori sotto osservazione (previsti 170 accertamenti) il telemarketing, gli enti previdenziali, e le società che gestiscono banche dati in outsourcing. Il garante ha anche reso noto il bilancio dell'attività ispettiva per il 2011: 447 ispezioni, 358 procedimenti sanzionatori, oltre 3 milioni di euro incassati, di cui 1 milione per violazioni del consenso degli interessati, in particolare nel settore del telemarketing.

Con provvedimento 9 febbraio 2012 n. 55 il garante si è occupato di strutture sanitarie private e consenso dei pazienti. In particolare le strutture sanitarie private che forniscono servizi e prestazioni mediche o promuovono campagne o giornate di prevenzione, anche attraverso l'offerta di esami medici gratuiti, devono informare correttamente i pazienti sull'uso dei dati e devono raccogliere un consenso ad hoc (specifico) per ogni tipo di trattamento effettuato.

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