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Iva con detrazione ampia

del 02/03/2012
di: di Franco Ricca
Iva con detrazione ampia
La società può detrarre l'Iva sulle spese propedeutiche alla propria attività anche se le relative fatture sono state emesse prima della sua costituzione e sono state quindi intestate ai soci. L'importante principio è stato affermato dalla corte di giustizia Ue con la sentenza del 1° marzo 2012, nel procedimento pregiudiziale C-280/10, promosso dai giudici polacchi nell'ambito di una controversia tra il fisco e una società di persone, avente ad oggetto il diritto di detrazione dell'imposta.

A dicembre 2006 un ufficiale giudiziario emetteva nei confronti dei soci di una (futura) società una fattura per la vendita di un immobile. La società veniva costituita il 26 aprile 2007 e lo stesso giorno il notaio emetteva la fattura per le spese di costituzione, intestandola alla società, che però veniva iscritta nel registro delle imprese solo nel successivo mese di giugno.

La società, nella propria dichiarazione, aveva detratto l'Iva risultante da entrambe le fatture, ma il fisco aveva contestato la detrazione. Quanto alla prima fattura, il fisco sosteneva l'indetraibilità dell'imposta in quanto acquirente dell'immobile non era la società, ma i soci, che avevano poi conferito il bene alla società; riguardo alla seconda fattura, riteneva ugualmente l'imposta non detraibile in quanto il documento era stato emesso prima dell'iscrizione della società nel registro delle imprese.

La cassazione polacca, davanti alla quale la società aveva impugnato la decisione sfavorevole del giudice di merito, dubitando della corretta soluzione del caso, decideva di rivolgersi alla corte di giustizia per ottenere chiarimenti sulla corretta interpretazione della normativa comunitaria sull'Iva per quanto concerne il diritto e i presupposti della detrazione.

Nell'esaminare le questioni sollevate, preliminarmente la corte osserva nella sentenza che, secondo la normativa nazionale, i soci non possono detrarre l'Iva sull'acquisto dell'immobile, pur se effettuato in vista e in funzione dell'attività economica della società, in quanto il bene è stato poi conferito alla società e il conferimento rappresenta un'operazione esente; la conseguenza è che la normativa polacca non consente la detrazione né alla società né ai soci.

Ciò premesso, la corte ritiene che la prima questione miri a stabilire se le disposizioni degli artt. 9, 168 e 169 della direttiva 2006/112 ostino a una normativa nazionale che non permetta né ai soci né alla società il diritto di detrarre l'Iva sulle spese di investimento sostenute dai soci stessi prima della registrazione e dell'identificazione della società ai fini e in funzione della sua attività economica.

Nel rispondere affermativamente con la citata sentenza, la corte osserva che, in base alla propria giurisprudenza in tema di detrazione dell'Iva sulle spese di investimento legate al futuro sfruttamento del bene in un'attività imponibile, in una situazione come quella della causa principale, i soci possono essere considerati soggetti passivi e sono legittimati ad avvalersi della detrazione, anche qualora il conferimento del bene nella società costituisca un'operazione esente. La corte ricorda inoltre di avere già statuito che un soggetto passivo che abbia come unico scopo quello di predisporre l'attività economica di un altro soggetto, può far valere il diritto alla detrazione in relazione a operazioni imponibili che saranno realizzate dal secondo soggetto.

Analogamente, in ordine alla seconda questione, diretta a stabilire se la normativa comunitaria consenta di vietare la detrazione dell'Iva versata da una società in ragione del fatto che la fattura, emessa prima della registrazione e identificazione della società, è stata intestata ai soci, la corte ha statuito che, nella fattispecie, sussistano le condizioni per la detrazione dell'imposta.

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