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Ace, rinunce dei crediti rilevanti

del 02/03/2012
di: di Norberto Villa e Cristina Bartelli
Ace, rinunce dei crediti rilevanti
Le rinunce crediti dei soci rilevano ai fini Ace. Chiarite le modalità per fruire dell'aiuto per i soggetti Irpef per cui è agevolato l'intero patrimonio netto. Nei gruppi d'impresa è neutralizzato il rischio di poter usufruire a cascata su più soggetti dell'agevolazione nel caso di conferimenti intercompany. In ciascun esercizio la variazione in aumento rilevante ai fini Ace, così come risultante dalla somma di variazioni positive e negative, non può comunque eccedere il patrimonio netto risultante dal relativo bilancio (incluso l'utile di esercizio). Il ministero ha predisposto il decreto richiesto dal comma 8 circa le disposizioni di attuazione dell'articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 concernente l'Aiuto alla crescita economica (Ace).

Soggetti Ires. Da un punto di vista soggettivo il decreto dispone che non possono usufruire dell'aiuto le società assoggettate alle procedure di fallimento, di liquidazione coatta e di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi in quanto trattasi di procedure non finalizzate alla continuazione dell'esercizio dell'attività economica. Via libera invece per le società di comodo nel rispetto delle regole generali che prevedono il mantenimento dei benefici fiscali anche nel caso in cui il beneficiario non superi la verifica di operatività: gli importi detassati Ace sono sottratti dal reddito presunto per determinare il reddito minimo imponibile ai fini del successivo confronto di quest'ultimo con il reddito effettivo. Ma ciò che maggiormente rileva sono le indicazioni in tema di calcolo dell'agevolazione. Il punto di partenza è fissato nel patrimonio netto esistente alla chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010, come individuato dalle risultanze del relativo bilancio, con esclusione dell'utile di esercizio (e ciò anche con riguardo ai soggetti Ias adopter). Viene poi fornita l'elencazione degli incrementi e dei decrementi rilevanti (vedi tabella in pagina) e sul punto è da segnalare che i conferimenti in denaro rilevanti non solo quelli «tipici» destinati ad aumento del capitale sociale ma anche quelli destinati al ripianamento di perdite o contabilizzati a riserva e anche le rinunce incondizionate dei soci al diritto alla restituzione di crediti verso la società ovvero la compensazione dei crediti in sede di sottoscrizione di aumenti del capitale nominale.

Soggetti Irpef. Per tali soggetti se in contabilità ordinaria il dato di partenza è rappresentato dal patrimonio netto risultante al termine di ciascun esercizio. Ma non solo in quanto tutto il patrimonio netto contabile costituirà la base su cui applicare il rendimento nozionale, non assumendo alcun rilievo che si tratti di capitale di vecchia formazione (vale a dire, risultante dall'esercizio 2010) ovvero di nuova formazione, anche derivante da apporti in natura. E ulteriore differenza rispetto ai soggetti Ires e che per tali soggetti assumerà immediata rilevanza anche l'utile 2010 anche se al netto di eventuali prelevamenti in conto utili effettuati dall'imprenditore o dai soci. Inoltre è stabilito che la quota Ace concorre alla formazione del reddito complessivo e che il reddito agevolato, in presenza di altri redditi imponibili, concorre alla formazione del primo scaglione e dei successivi fino a concorrenza del suo intero ammontare. Gli eventuali altri redditi, rispetto a quello agevolato, si aggiungono a quello agevolato ai fini della formazione degli scaglioni successivi. Allo stesso modo ai fini della determinazione delle detrazioni la quota Ace concorre alla formazione del reddito complessivo, rilevando in tutti i casi in cui la misura di tali detrazioni è correlata all'importo di tale reddito.

Antielusione. Nei gruppi d'imprese il decreto prende in considerazione soprattutto tre operazioni: i conferimenti in denaro, l'acquisizione di partecipazioni e aziende, l'incremento dei crediti di finanziamento. E sempre con l'unica finalità di evitare che a fronte di una sola immissione di denaro possa essere moltiplicata la base di calcolo dell'Ace mediante una reiterazione di atti di apporto a catena all'interno delle società del gruppo. Per far ciò si prevede una sterilizzazione in capo alla società conferente. Infine il decreto nulla detta in tema di operazioni straordinarie in quanto in tale ipotesi, come si legge nella relazione, «trovano applicazione, tendenzialmente, i principi generali che connotano tali operazioni. Al riguardo, utile riferimento è costituito dai chiarimenti forniti con la citata circolare n. 76/E del 1998».

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