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Non solo protesta. Anche proposte

del 01/03/2012
di: di Benedetta Pacelli
Non solo protesta. Anche proposte
Il Professional day dovrà essere ricordato come la giornata delle proposte e non delle proteste. Questo il sentimento che accomuna gran parte delle categorie per la giornata delle professioni da cui si attendono suggerimenti concreti e non solo difese di posizione. Uno stato d'animo che si trasforma nella voglia di proporsi come parte attiva di un cambiamento soprattutto, ma non solo, all'indomani delle aperture del governo in materia di liberalizzazioni (si veda ItaliaOggi di ieri). «Innovare, semplificare e razionalizzare le procedure normative, ma anche investire nella ricerca per tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini passando per un ampio piano di rigenerazione urbana nell'ottica della sostenibilità, crocevia di un approccio sistemico multidisciplinare improntato a una progettazione etica. Con lo sguardo rivolto ai giovani. Con queste cinque proposte gli ingegneri italiani sono pronti a scendere in campo domani quando gli oltre 230 mila iscritti alla categoria ribadiranno la necessità di porre un punto fermo alle riforme e alle innovazioni legislative. «È un'occasione imperdibile», dice il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Armando Zambrano, «per offrire un contributo concreto al rilancio e allo sviluppo del paese».

Altro fronte caldo è quello fiscale. I commercialisti porranno l'accento sul sistema dei diritti ma, precisa il numero uno di categoria Claudio Siciliotti, per qualsiasi riforma è necessario fare chiarezza sul metodo da utilizzare. Il riferimento va a quei tavoli tecnici, dai contenuti ancora «vaghi», promessi dal ministro della giustizia Paola Severino e condotti dal capo del suo ufficio legislativo (che ha chiesto agli stessi partecipanti massima riservatezza) con i rappresentati di Pat e Cup (ieri quello con il Comitato unitario, la settimana scorsa con i professionisti di area tecnica) finalizzati, almeno in linea teorica, a scrivere quel dpr cui è demandato il compito di tradurre i principi contenuti nella manovra estiva. E proprio su questi incontri, accanto alle proposte, vuole puntare l'attenzione il numero uno dei commercialisti che si chiede: «Questi tavoli servono per guidare il processo o per subirlo e rincorrerlo? Le riforme nascono da un ascolto, che non vuol dire acquiescenza alle tesi dei soggetti interessati, ma certo non si attuano continuando a convocare riunioni in cui si prende atto che il contesto di riferimento è di nuovo cambiato, si cerca così di raddrizzarne il tiro, ma si resta sempre al punto di partenza senza fare alcun passo in avanti. Questa è l'occasione per mettersi d'accordo sul metodo da utilizzare, basti pensare che ad oggi, per via di tutte le riforme che si sono sovrapposte incessantemente da oltre sei mesi, non è chiaro se si applicano le tariffe, se il giovane che ha compiuto 18 mesi di tirocinio può sostenere l'esame di stato, se l'assicurazione è obbligatoria nell'immediato e se si possono costituire società tra professionisti». Il Professional day, invece, per il presidente del consiglio nazionale dei chimici, Armando Zingales, è l'occasione per lanciare una proposta: una nuova Authority che sia espressione degli ordini professionali. «L'attuale, ovvero l'Antitrust», spiega Zingales, «non è sufficiente per reggere la sfida delle liberalizzazioni così concepite dall'esecutivo. Come chimici proponiamo che gli ordini professionali siano essi stessi delle vere e proprie Authority con poteri maggiori da definire». Non parteciperanno alla manifestazione di oggi invece i componenti di Inarsind, il sindacato degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti italiani perché, spiega Francesco Basso, segretario del sindacato, «è un evento in cui non saranno rappresentati i liberi professionisti e le loro istanze. La nostra non è una guerra ai nostri ordini. Ma legittima difesa». Toni più morbidi ma anche soddisfatti da parte del numero uno degli architetti Leopoldo Freyrie che plaude alla retromarcia fatta dal governo in materia di liberalizzazioni. «Con le sane correzioni messe in atto dal governo», dice, «si aprirà una nuova fase che è quella di attuare una riforma concreta non solo dal punto di vista legislativo. Questo comporta per gli ordini una piccola rivoluzione e le sfide che ci attendono non sono poche. Ognuno dovrà fare la sua parte, rinunciando a qualcosa, ma immaginandosi nuovi ruoli per il futuro». «Crediamo fortemente che questa sia l'occasione giusta per riaffermare la valenza sociale delle professioni ordinistiche e il loro ruolo di sussidiarietà nei confronti dello stato». Il Professional day, per il presidente degli psicologi Giuseppe Palma, sarà un'opportunità per rispondere a quelle che sono ritenute delle «vere e proprie aggressioni mediatiche» che hanno portato il governo a intervenire sul comparto in modo ideologico. Un altro grande concetto da respingere al mittente, precisa il numero uno degli psicologi, «è poi quello che identifica il movimento ordinistico e i professionisti in generale con le etichette di casta e privilegiati, perché non è così».

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