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Centrale unica, rinvio al 2013

del 28/02/2012
di: di Andrea Mascolini
Centrale unica, rinvio al 2013
Prorogato di un anno (al 31 marzo 2013) l'obbligo per i comuni al di sotto dei 5000 abitanti di affidare appalti con una unica centrale di committenza. E' quanto si prevede al comma 11-ter dell'articolo 29 della legge 24 febbraio 2012 n.14 (in G.U. n.48 di ieri) che ha convertito in legge il decreto milleproroghe (n.216/2011). Il provvedimento fa slittare di dodici mesi il termine previsto dall'art. 23, comma 5, del decreto legge n. 201/2011. Si tratta della norma nella quale si stabilisce che i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti dovranno obbligatoriamente affidare ad un'unica centrale di committenza l'acquisizione di lavori, servizi e forniture. Tutto ciò doveva avvenire entro fine marzo di quest'anno, ma l'emendamento votato prevede che la disposizione si applichi alle gare bandite successivamente al 31 marzo 2013. L'articolo 23 del decreto legge n. 201/2011, ai commi 4 e 5, aveva introdotto un comma aggiuntivo (il comma 3-bis) all'art. 33 del dlgs n. 163/2006, il Codice dei contatti pubblici, prevedendo l'obbligo per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti ricadenti nel territorio di ciascuna provincia di affidare ad un'unica centrale di committenza l'acquisizione di lavori, servizi e forniture. Tale obbligo può essere soddisfatto secondo due modalità: nell'ambito delle unioni dei comuni, ove esistenti; ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici. Il comma 5 dell'articolo 23 ha, quindi, specificato che tali disposizioni si applichino alle gare bandite successivamente al 31 marzo 2012. La finalità della norma di cui adesso viene rinviata di un anno l'applicazione, è quella di permettere una riduzione dei costi di gestione delle procedure grazie alle economie di scala.

Quanto alle centrali di committenza la relativa disciplina è recata dall'art. 33 del Codice contratti che prevede che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori possono acquisire lavori, servizi e forniture facendo ricorso a centrali di committenza, anche associandosi o consorziandosi e che tali centrali sono tenute all'osservanza del Codice.

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