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Turisti, ok ad acquisti oltresoglia

del 28/02/2012
di: di Luciano De Angelis
Turisti, ok ad acquisti oltresoglia
I soggetti privati non residenti potranno effettuare in contanti anche acquisti superiori ai mille euro, ma sono innalzate le sanzioni per chi ometta di dichiarare alla frontiera immissioni nel territorio nazionale superiori ai 10 mila euro. Per le infrazioni della limitazione all'uso di contanti e titoli al portatore, le Ragionerie territoriali saranno chiamate a comunicare le irregolarità non più all'Agenzia delle entrate ma alla Guardia di finanza. Sono queste le rilevanti novità in tema antiriciclaggio introdotte attraverso il decreto sulle semplificazioni fiscali approvato venerdì scorso e ancora in corso di rifinitura.

Acquisti in contanti. Per superare il problema sollevato dai negozianti, soprattutto nel settore delle boutique del lusso, che il decreto salva-Italia limitasse lo shopping dei turisti stranieri deprimendo le vendite, il decreto sulle semplificazioni fiscali prevede l'esclusione del limite dei mille euro a favore di soggetti non residenti in Italia (non necessariamente extracomunitari dunque) per l'acquisto di beni presso esercenti commercio al minuto e attività assimilate (art. 22, dpr 633/72). Per consentire i pagamenti in contanti (euro o valuta estera per importi pari o equiparati a mille euro) saranno, tuttavia, necessari alcuni accorgimenti da parte del negoziante che:

1) deve, entro 30 giorni dalla entrata in vigore del decreto, inviare telematicamente all'Agenzia delle entrate apposita comunicazione preventiva chiedendo di poter ricevere pagamenti in contanti ultrasoglia;

2) deve acquisire dal cliente fotocopia del passaporto e idonea autocertificazione finalizzata a evidenziare la cittadinanza non italiana;

3) deposita, entro il primo giorno feriale successivo all'acquisto, la somma così incassata fornendo alla banca anche una fotocopia del passaporto del turista e lo scontrino emesso.

Due ulteriori limiti alle spese in contanti sono: alle stesse possono provvedere solo operatori privati (quindi che acquistano senza richiedere fattura) e che tali acquisti riguardano solo i beni e non servizi (ad esempio non è ammesso pagare in contanti per importi pari o superiori ai mille euro in unica soluzione i pernottamenti ed in generale i servizi presso hotel e ristoranti, beauty-farm, prestazioni attinenti a trasporti, cure mediche, operazioni estetiche ecc.).

Le infrazioni vanno alla Gdf. L'art. 51 del dlgs 231/07 prevede che i soggetti destinatari del decreto (professionisti, intermediari finanziari e altri soggetti esercenti attività finanziaria, società di revisione, revisori legali ecc.) che hanno notizia di irregolarità sull'uso del contante e di titoli al portatore, devono riferirne entro trenta giorni al Mef, in particolare (decreto Mef 17/11/2011) tali comunicazioni sono dirette alle Ragionerie territoriali dello Stato competenti (si veda ItaliaOggi del 16/12/11). A seguito dell'art. 12, comma 11, del dl 6/12/11, n. 201 (legge 22/12/11 n. 214), tale comunicazione, oltre che per la contestazione delle previste sanzioni (art. 14, legge 689/81), viene effettuata anche per consentire alle Ragionerie l'immediata comunicazione della infrazione anche «all'Agenzia delle entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale». Proprio quest'ultima previsione viene ora sostituita con l'invio della notizia della violazione «alla Guardia di finanza la quale, ove ravvisi l'utilizzabilità di elementi ai fini dell'attività di accertamento, ne da tempestiva comunicazione all'Agenzia delle entrate». In pratica, in relazione all'art. 36 del dpr 600/73, l'Agenzia delle entrate avrebbe dovuto comunicare alla Gdf tutte le infrazioni tributarie di cui viene a conoscenza, con la modifica è stata indirizzata direttamente verso la Gdf la trasmissione di tali notizie, con obbligo per quest'ultima, di informarne l'Agenzia delle entrate nei casi di sospetta evasione, ai fini dell'accertamento. Da una prima lettura della norma, poi, sembrerebbe che l'onere di comunicazione alla Gdf delle irregolarità sia a carico delle stesse Ragionerie territoriali e non dei soggetti destinatari del decreto.

Le denunce nei trasferimenti frontalieri. Come noto, sulla base del dlgs 19/11/2008 n. 195, dall'1/1/2009 ogni persona fisica che entri od esca dal territorio nazionale, qualora trasporti denaro contante (o mezzi non tracciabili equivalenti) per importi pari o superiori a 10 mila euro, dovrà dichiarare tali somme all'agenzia delle dogane. I soggetti obbligati devono redigere una dichiarazione su apposito modello ministeriale che potrà alternativamente essere trasmessa telepaticamente, prima dell'attraversamento della frontiera, o consegnata in forma scritta al momento del passaggio. A riguardo, andranno dichiarate le generalità del dichiarante, la provenienza dei fondi trasferiti, la prevista utilizzazione, l'itinerario seguito, il mezzo di trasporto utilizzato, gli estremi del documento di identificazione. Ora, nel caso di violazione della norma sulle dichiarazioni (dichiarazione non effettuata, inesatta o incompleta), tenendo conto delle debolezze dell'attuale sistema sanzionatorio (peraltro rilevate nel regolamento comunitario n. 1889 del 26 ottobre 2005) vengono meglio graduate le sanzioni e, soprattutto, ristretti i casi in cui si può ricorrere all'oblazione nonché innalzate le sanzioni anche qualora si opti per la misura ridotta prevista dall'art. 7 del dlgs 195/2008.

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