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Sospensione delle sentenze nel processo tributario

del 25/02/2012
di: Debora Alberici
Sospensione delle sentenze nel processo tributario
Nel processo tributario è legittima la sospensione delle sentenze depositate dalla Ctr qualora dall'esecuzione possa derivare un danno grave e irrimediabile.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 2845 del 24 febbraio 2012, ha respinto il ricorso incidentale presentato dall'amministrazione finanziaria contro la decisione della Ctr toscana di sospendere l'esecuzione della sua pronuncia per rischio di grave pregiudizio nei confronti della società contribuente, una nota azienda di ceramiche.

Alla luce di una lettura costituzionalmente orientata gli Ermellini hanno dato il via libera a questo nuovo e importante principio per cui gli effetti della decisione della Ctr possono essere stoppati. In fondo alle lunghe motivazioni, si legge infatti che «al ricorso per cassazione avverso una sentenza delle Commissioni tributarie regionali si applica la disposizione di cui all'art. 373, comma 1, secondo periodo, c.p.c. giusta la quale «il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata può, su istanza di parte e qualora dall'esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione. La specialità della materia tributaria e l'esigenza che sia garantito il regolare pagamento delle imposte impone una rigorosa valutazione dei requisiti del fumus boni iuris dell'istanza cautelare e del periculum in mora».

Nell'affermare questo principio i giudici di legittimità hanno rafforzato un orientamento giurisprudenziale che nega l'esenzione nelle triangolazioni Iva nei casi in cui non vi sia la prova che il trasporto all'estero sia avvenuto a cura e nome del cedente. Dunque per godere dell'agevolazione è necessario che sia documentato che l'operazione, fin dall'inizio, sia stata voluta come cessione nazionale in vista di trasporto a un contribuente residente all'estero. Le tesi esposte in sentenza non state condivise dalla Procura del Palazzaccio che aveva chiesto di accogliere il ricorso del fisco e quindi di negare la sospensione della sentenza della Ctr.

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