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Ordini professionali al servizio di p.a. e cittadini

del 24/02/2012
di: La Redazione
Ordini professionali al servizio di p.a. e cittadini
A che cosa servono gli ordini professionali? In un momento in cui l'immagine del professionista sta vivendo una delle fasi più critiche nella storia del nostro Paese è necessario fare un po' di chiarezza. Senza fughe dalla realtà o vecchie difese corporative ma, riuscendo a valorizzare alcuni elementi centrali e necessari per salvare non tanto i professionisti, ma le professioni in senso ampio. L'iniziativa del 1° marzo a Roma (il Professional day) proposta dal Cup, Pat e Adepp rappresenta in questo senso un'occasione per offrire all'opinione pubblica una corretta informazione sul ruolo che le professioni hanno avuto e potranno ancora avere per lo sviluppo anche economico di una società moderna. Ma è soprattutto un'occasione per far capire che i professionisti sono un valore e non un ostacolo. Quando si parla di funzione di sussidiarietà degli ordini non è pura demagogia ma una definizione che può trovare riscontro in tantissimi casi. Basta citare qualche esempio. Per le professioni tecniche si può citare come modello valido il nuovo Regolamento (dpr 151/2011) che riforma le procedure di prevenzione incendi per le attività soggette a controllo da parte del Vigili del fuoco. Senza entrare troppo nei dettagli si può dire che questo provvedimento tra le varie novità, delinea un nuovo ruolo del professionista abilitato, che deve assumere maggiori responsabilità sostituendosi, in alcuni casi, ai funzionari dei Vigili del fuoco. In realtà l'obiettivo principale del provvedimento era teso ad eliminare, ridurre e semplificare tutte le procedure ridondanti o sproporzionate in relazione al grado di rischio dell'attività esercitata. Risparmio di tempo, dunque, di soldi e un sensibile alleggerimento dei compiti dell'amministrazione pubblica. Lo stesso discorso vale nel campo dell'edilizia e dell'urbanistica nei quali i tecnici sono parte attiva non solo nel campo della progettazione e delle consulenza ma anche come ausilio degli enti pubblici. Le pratiche in materia sono ormai inviate per via telematica sotto la responsabilità del professionista. Di particolare importanza in questo settore sono le procedure legate alla Scia in cui il tecnico si assume piena responsabilità per l'avvio di attività di varia natura. E il futuro? Aprire la strada della autocertificazioni in cui il professionisti si sostituiranno sempre più ai funzionari dei Comuni o delle regioni in molti casi non in grado di sostenere le attività per mancanza di personale. C'è, poi, il tema di grande attualità relativo al risparmio energetico, settore nel quale i professionisti assolvono il compito di farsi garanti della prestazione energetica. Nell'ambito della sicurezza i tecnici sono chiamati ad eseguire progetti e verifiche nei settori più diversi: dai posti di lavoro ai cantieri, fino all'articolato settore impiantistico. Basti pensare che se un impianto è sprovvisto della dichiarazione di conformità rilascia dall'installatore, il professionista può intervenire compilando una dichiarazione di rispondenza a garanzia della sicurezza. Insomma senza fare troppa retorica è fin troppo evidente anche solo citando pochi esempi, il reale ruolo di sussidiarietà che i professionisti hanno sull'intera collettività. Questo il legislatore non dovrebbe mai dimenticarlo e l'opinione pubblica dovrebbe essere ben informata.

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