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Le carte revolving pagano la crisi

del 23/02/2012
di: di Cristina Bartelli
Le carte revolving pagano la crisi
Carte di credito revolving sempre più care. Il costo della crisi o meglio l'aumento del costo di provvista gli istituti di credito lo girano velocemente ai correntisti. Sta arrivando in questi giorni, infatti, ai clienti di uno dei principali istituti di credito italiano la proposta di modifica unilaterale del contratto di carta di credito. Nella missiva, che rispetta le condizioni del testo unico bancario sulle informazioni e sulle possibilità del diritto di recesso, si spiega che per quanto riguarda il rapporto di carta di credito con rimborso rateale (carte revolving) scatterà a decorrere da aprile 2012 la modifica del tasso di interesse applicato alle linee di credito uguali o inferiori a 5 mila euro.

Con il riferimento al nuovo tasso di 16,92% senza però specificare a quanto ammonta l'aumento che in questo caso non è cosa da poco. Il ritocco infatti prevede un passaggio dal 15,90% al 16.92%.

Il motivo della modifica è presto scritto dall'istituto: «Tale modifica è giustificata dal mutamento del contesto economico-finanziario, e in particolare dall'aumento del costo di provvista, che si sta configurando negli ultimi tempi». Il costo di provvista è il costo a cui le banche pagano il denaro, e nel caso delle carte revolving la previsione troverebbe giustificazione nel fatto che sono carte senza scadenza (come invece le carte di credito che hanno gli addebiti il mese successivo a quello di spesa) e quindi sottostanno ai mutamenti degli andamenti economici. Per i non addetti ai lavori la giustificazione lascia l'amaro in bocca e sa di beffa: sono settimane che si evidenzia e racconta di come la Banca centrale europea stia prestando denaro alle banche a tassi bassissimi dell'1%.

La partita di giro però non finisce qui perché a beffa si aggiunge beffa: la modifica al rialzo, infatti, si applica a quelli, considerati dalla banca poco «spendaccioni». La modifica infatti si applica alle linee di credito uguali o inferiori a 5 mila euro. Per chi invece accede a linee di credito maggiori di 5 mila euro infatti non si applica nessuna modifica. In sintesi, se ti indebiti di più non ti aumento il Tan. L'iniziativa di ritocco da una ricognizione effettuata da ItaliaOggi tra i principali gruppi bancari sembra isolata, in alcuni casi anzi l'emissione di carte revolving è stata sospesa, o comunque non si prevedono rincari al tasso applicato alla restituzione delle rate. Il meccanismo di pagamento sembra in declino: secondo dati Abi le carte revolving attive, ossia che hanno fatto almeno un'operazione nel 2010, sono 1,5 milioni (flessione del 6% rispetto al 2009). Ma allargando il campo alle carte che hanno la funzione rateale secondo i dati Banca d'Italia (ultimo dato disponibile 2010) le carte di credito in circolazione erano circa 33 milioni 865 mila, di cui 12 milioni 722 mila avevano anche funzione rateale, rappresentando quindi ancora il 38% delle carte di credito in circolazione.

E sempre nel 2010 il tasso medio registrato da Banca d'Italia sulle carte revolving (nella più recente rilevazione dei tassi effettivi globali medi rilevati ai sensi della legge 108/96) è pari al 17,13% per importi fino a 5 mila euro e al 12,02% per importi superiori ai 5 mila euro.

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