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Droghe, giro di vite

del 23/02/2012
di: di Debora Alberici
Droghe, giro di vite
Giro di vite e inversione di rotta della Suprema corte sull'uso di sostanze stupefacenti. D'ora in avanti sarà punibile penalmente anche il cosiddetto uso di gruppo «giacché l'acquisto per il gruppo implica ex se che la droga non sia destinata a un uso esclusivamente personale». A questa importante conclusione è giunta la quarta sezione penale della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6374 del 16 febbraio 2012, in barba alla giurisprudenza maggioritaria dichiara perseguibile l'uso di gruppo di sostanze stupefacenti. Gli Ermellini hanno preso atto delle riforme del 2006 (legge numero 49), che hanno sancito l'irrilevanza penale soltanto in relazione all'uso strettamente personale. La novella introdotta dalla l. n. 49 del 2006, nel modificare il dpr n. 309 del 1990, art. 73, comma 1 bis, ha stabilito che è punito con le medesime pene di cui al comma 1 chiunque, senza l'autorizzazione di cui all'art. 17, comunque, illecitamente detiene sostanze stupefacenti o psicotrope, che per quantità, ovvero per modalità di presentazione, avuto riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato, ovvero per altre circostanze dell'azione, appaiono destinate a un uso non esclusivamente personale. In sostanza il quadro normativo così mutato, ha imposto a Piazza Cavour di rimeditare il vecchio orientamento. «Si comprende immediatamente», si legge nella sentenza, «che il legislatore ha inteso inibire, in un modo più severo, ogni attività connessa al traffico di stupefacenti, tant'è che ha equiparato ogni tipo di droga, eliminando la distinzione tabellare preesistente. Ne consegue che non può più farsi rientrare nella ipotesi dell'uso esclusivamente personale il c.d. uso di gruppo, giacché l'acquisto per il gruppo implica ex se che la droga non sia destinata ad uso esclusivamente personale». La decisione farà discutere. Secondo Vinicio Nardo, avvocato e componente della giunta dell'Unione Camere penali italiane, le motivazioni suscitano qualche «perplessità». «Il cambio di giurisprudenza», riferisce, «si fonda su un avverbio (“esclusivamente”) che la novella del 2006 avrebbe introdotto nella normativa sugli stupefacenti, cosicché essere passati dalla formula “uso personale” alla formula “uso esclusivamente personale” imporrebbe un'interpretazione più restrittiva volta ad escludere l'uso di gruppo, inteso come acquisto anche per conto di altri con i quali consumare la sostanza». E in effetti la sentenza 6374/12 è molto chiara sul punto: la Fini-Giovanardi rappresenta un giro di vite perché punisce in modo più severo ogni attività connessa al traffico di droga; non a caso ha eliminato ogni distinzione gabellare fra le sostanze («leggere» e «pesanti»): la conseguenza è che l'uso di gruppo non si può far rientrare nell'ipotesi dell'uso «esclusivamente» personale dal momento che l'acquisto per il gruppo implica di per sé che la droga non sia destinata a un uso squisitamente individuale, o privato.

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