La novità deriva dalla manovra finanziaria che ha introdotto nuovi limiti al pagamento in contanti a partire dal 7 marzo. Limiti che prevedono, nello specifico, l'impossibilità da parte dell'Inpdap (e di ogni altro ente di previdenza e di ogni altra pubblica amministrazione) di effettuare il pagamento in contanti di somme pari o superiori a 1.000 euro. Pertanto, le pensioni pari o superiori a tale importo possono essere accreditate esclusivamente su c/c postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata. Sul piano pratico, spiega l'Inpdap, ne deriva la necessità, per i pensionati che percepiscono la pensione in contanti, di comunicare immediatamente, se non ancora fatto, alla sede di competenza, le coordinate bancarie (codice Iban) necessarie all'accredito. Il modello da utilizzare è prelevabile dal sito internet Inpdap o presso l'ufficio relazioni pubbliche della sede dell'istituto previdenziale. Qualora invece sia stata scelta l'opzione di avvalersi di un c/c o di un libretto postale, la variazione delle modalità di accredito della pensione verrà comunicata direttamente da Poste italiane all'Inpdap.
L'istituto, infine, precisa che coloro che non comunicheranno il codice Iban, a partire dal mese di marzo non potranno riscuotere la pensione. E che anche i pensionati che percepiscono una rata mensile di pensione inferiore a 1.000 euro potrebbero superare il limite consentito per il pagamento in contanti nel caso di somme aggiuntive, competenze arretrate, tredicesima o eventuali rimborsi; per cui è opportuno che anche loro, qualora ancora riscuotano la pensione in contanti, provvedano a comunicare nel più breve tempo possibile il codice Iban.
