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Bilanci, Casse disorientate

del 22/02/2012
di: di Ignazio Marino
Bilanci, Casse disorientate
Le casse di previdenza dei professionisti e il ministro del lavoro nuovamente ai ferri corti. Il presidente dell'Enpav (veterinari) ha diramato una comunicato di fuoco per sottolineare tutta la sua delusione di fronte al silenzio del ministro del lavoro Elsa Fornero in merito ai chiarimenti richiesti per l'attuazione della norma (articolo 24 comma 24 del decreto Salva Italia) che impone agli enti previdenziali un equilibrio dei conti a 50 anni. «Non riusciamo ad avere una risposta esauriente e precisa dal ministro», scrive deluso Gianni Mancuso che oltre ad essere presidente dell'istituto pensionistico dei medici veterinari è allo stesso tempo un parlamentare del Pdl (partito che rappresenta lo zoccolo duro della maggioranza del governo tecnico). Mancuso, infatti, ha presentato diverse settimane fa un'interrogazione parlamentare per chiedere lumi relativamente ai criteri che le Casse devono applicare nel calcolo del saldo previdenziale prospettico a 50 anni, come da richiesta ministeriale. Ma non ha mai ottenuto risposta. «La richiesta di un calcolo previdenziale positivo in un orizzonte temporale così eccessivamente ampio», aggiunge, «è già inopportuna, ma trovo veramente irragionevole non chiarire nemmeno i criteri che si impongono nel calcolo, sono costretto a ritenere che, ormai, quella del Ministero sia una posizione sostanzialmente di principio ideologico!».

Che fra il comparto della previdenza dei professionisti e il ministro non corra buon sangue, del resto, non è nuova come cosa. Da poco insediatasi in via Veneto, la Fornero in occasione di un convegno a fine dicembre puntò il dito contro il comparto affermando che «l'Inpgi (l'ente dei giornalisti), come quasi tutti gli altri istituti privatizzati, ha problemi di sostenibilità e nessuno può chiamarsi fuori dal restyling deciso dal governo» (si veda ItaliaOggi del 21/12/2011). Alzando così un primo polverone di polemiche con il presidente dell'Adepp (l'Associazione degli enti privatizzati) Andrea Camporese. Ieri la nuova levata di scudi di fronte al perdurare del silenzio da parte del ministro in commissione. Intanto il tempo passa. Le casse, che devono presentare i loro bilanci ai ministeri entro il 30 giugno (anche se un emendamento al decreto mille proroghe in fase di conversione dovrebbe spostare il termine al 30 settembre), «sono costrette a muoversi alla cieca, ipotizzando molti scenari diversi, non sapendo con quali regole si giocherà questa partita comunque già truccata!», conclude Mancuso.

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