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Cadono i veli sui contribuenti Iva

del 22/02/2012
di: di Franco Ricca
Cadono i veli sui contribuenti Iva
Anagrafe dei contribuenti Iva senza veli: chiunque potrà sapere dall'Agenzia delle entrate se una posizione Iva risulta attiva e chi ne è l'intestatario. Tornano gli elenchi clienti e fornitori: comprenderanno l'ammontare complessivo degli scambi documentati da fattura, nonché le operazioni non soggette a fatturazione di importo non inferiore a 3.600 euro. Le partite Iva inoperose saranno cancellate d'ufficio, con applicazione della sanzione per l'omessa comunicazione della cessata attività; prima, però, sarà inviato un preavviso al contribuente, che potrà fornire giustificazioni o pagare una sanzione ridotta. Scenderà da 10.000 a 5.000 euro la soglia per la compensazione libera dei crediti Iva. Il termine per la comunicazione dei dati delle lettere d'intento degli esportatori abituali, infine, sarà collegato alle operazioni in sospensione effettuate. Queste le principali novità in materia di Iva, in parte già anticipate da ItaliaOggi nei giorni scorsi, contenute nella bozza di dl sulle semplificazioni fiscali che il governo dovrebbe approvare venerdì prossimo.

Anagrafe dei soggetti Iva. La manovra estiva ha introdotto nell'art. 35 del dpr 633/72 il comma 15-quinquies, prevedendo la revoca del numero di partita Iva ai contribuenti che, per tre anni consecutivi, non abbiano esercitato l'attività o abbiano omesso la presentazione della dichiarazione annuale. Questa disposizione dovrebbe essere sostituita con un meccanismo più semplice, che prevede la chiusura d'ufficio delle posizioni che risultano inattive, previa comunicazione agli interessati, che avranno trenta giorni di tempo per fornire chiarimenti. La chiusura della posizione sarà accompagnata dall'iscrizione a ruolo della sanzione per omessa dichiarazione di cessazione (è da ritenere, nella misura minima), salvo che il contribuente, entro il suddetto termine, provveda a pagare una somma pari a un terzo del minimo.

Dovrebbe inoltre essere aggiunto all'art. 35 un nuovo comma, nel quale si stabilisce, al fine di contrasto delle frodi Iva, che l'Agenzia delle entrate rende disponibile a chiunque, con accesso libero, la possibilità di verificare, attraverso i dati dell'anagrafe tributaria, la validità del numero di partita Iva dei soggetti nazionali e dei soggetti esteri identificati direttamente in Italia. Il servizio, oltre allo stato di attività della partita Iva, fornirà la denominazione o il nome e cognome dell'intestatario.

Modifiche allo spesometro. La comunicazione telematica delle operazioni Iva cambierà volto. Per le operazioni soggette ad obbligo di fatturazione, occorrerà comunicare, per ciascun cliente e fornitore, l'importo complessivo di tutte le operazioni attive e passive effettuate, indipendentemente dall'importo; si tornerà, in sostanza, ai vecchi elenchi clienti e fornitori. Per le operazioni senza obbligo di fattura, invece, rimane ferma la comunicazione di quelle di importo non inferiore a 3.600 euro al lordo dell'Iva. Dal testo attualmente disponibile non è chiaro se la modifica riguardi le operazioni poste in essere dal 2012, oppure, come sembra più probabile in un'ottica di superamento delle problematiche legate alla soglia di rilevanza, anche la comunicazione da trasmettere entro il 30 aprile 2012 per le operazioni del 2011.

Ulteriore stretta sulle compensazioni. In considerazione dei risultati ottenuti, nel contrasto delle compensazioni indebite dei crediti Iva, con i vincoli introdotti dal dl n. 78/2009, viene prefigurata un'ulteriore stretta, consistente nel dimezzamento della soglia oltre la quale la compensazione è effettuabile solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione e utilizzando esclusivamente i servizi telematici dell'agenzia delle entrate. Di conseguenza, la quota di credito Iva utilizzabile liberamente scende da 10.000 a 5.000 euro nell'anno. La nuova disposizione troverebbe applicazione con riferimento ai crediti annuali del 2011, che però potrebbero già essere stati compensati liberamente entro la soglia di 10.000 euro, e ai crediti infrannuali del 2012.

Comunicazione delle lettere d'intento. Attualmente, in base alle disposizioni introdotte dalla legge n. 311/2004, i fornitori degli «esportatori abituali» hanno l'obbligo di comunicare telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati delle lettere d'intento ricevute dai loro clienti entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento. La bozza di decreto prevede di modificare questo termine, assumendo come scadenza il termine per l'effettuazione della prima liquidazione periodica Iva, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell'imposta. Tralasciando il fatto che nelle liquidazioni periodiche confluisce l'imposta e non le operazioni, la modifica ha l'effetto di far venire meno l'obbligo della comunicazione se non sono effettuate cessioni/prestazioni in sospensione d'imposta; oggi, invece, essendo il termine collegato al ricevimento della lettera d'intento, la comunicazione è dovuta anche se non sono effettuate forniture in sospensione, pena l'applicazione della sanzione da 258 a 2.065 euro (se sono effettuate forniture, invece, la sanzione per l'omessa comunicazione va dal 100 al 200% dell'Iva non applicata, anche in mancanza di evasione).

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