Consulenza o Preventivo Gratuito

Identikit del revisore legale

del 21/02/2012
di: di Antonio G. Paladino
Identikit del revisore legale
La Corte dei conti traccia l'identikit del revisore legale presso le regioni. Questo professionista dovrà essere in possesso di un diploma di laurea in scienze economiche o giuridiche, un'anzianità di almeno dieci anni di iscrizione nel registro dei revisori contabili o nell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Un'esperienza comprovata nel settore degli enti territoriali avendo svolto, per almeno cinque anni, un incarico di revisore dei conti presso province o comuni di almeno 50 mila abitanti, oppure presso enti del servizio sanitario nazionale, università pubbliche o aziende di trasporto pubblico locale, ovvero lo svolgimento di incarichi (sempre almeno quinquennali) presso i predetti enti con la qualifica di responsabile dei servizi finanziari. A questa esperienza deve essere affiancato il possesso di almeno dieci crediti formativi in materia di contabilità pubblica, ottenuti attraverso percorsi di formazione e aggiornamento qualificati.

A tracciare l'identikit la Sezione delle Autonomie della Corte dei conti che l'ha messo nero su bianco nella deliberazione n.3 diffusa ieri sul proprio sito internet istituzionale, in ossequio alle disposizioni contenute all'articolo 14, comma 1, lett.e) della manovra bis di Ferragosto 2011. Norma che, introducendo novità in materia di controlli interni sulle amministrazioni regionali e comunali, ai fini di un più efficace coordinamento della finanza pubblica, prevede, in ambito regionale, la nomina di un collegio dei revisori dei conti «quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell'ente», i cui nominativi devono essere estratti a sorte da un apposito elenco. Gli iscritti in tale elenco devono possedere i requisiti previsti dai principi contabili internazionali, avere la qualifica di revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, ed essere in possesso di specifica qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria anche degli enti territoriali, secondo i criteri individuati dalla Corte dei conti.

Per la Corte, svolgere la funzione di revisore all'interno delle regioni, assume una valenza di primo ordine nel panorama delle professionalità che caratterizzano l'attività dei revisori contabili. Sotto questo profilo, pertanto, i criteri delineati dalla Corte non possono non prescindere da un'appropriata formazione ed esperienza professionale, particolarmente tecnicistica e specializzata in materia di revisione dei conti, che costituisce il primo presupposto per il corretto svolgimento dei controlli e la credibilità dei relativi risultati. A questo si aggiunga il possesso di un adeguato livello di competenza professionale specifica anche nelle materie della contabilità pubblica e della gestione economico-finanziaria degli enti pubblici territoriali. Requisito, questo, essenziale per la correttezza, la qualità ed il pregio dell'attività di revisione degli Collegi, i quali, così operando «favoriranno l'attività degli amministratori regionali con forme di supporto collaborativo». Vi è un ulteriore profilo contenuto nella riforma, che deve garantire il principio di terzietà del revisore. Ecco perché la norma sottrae al consiglio la possibilità di scelta del collegio e lo demanda alla previa iscrizione in un costituendo elenco. Da ciò, appare scontato che tra i requisiti per l'iscrizione e l'eventuale successiva scelta del revisore devono essere presenti i requisiti di «onorabilità, professionalità ed indipendenza») ex articolo 21 del dlgs n.123/2011.

Riassumendo, occorrerà il possesso del diploma di laurea in materie economiche, aziendali o giuridiche e il superamento del tirocinio triennale presso un revisore abilitato (ivi incluso il superamento dell'esame di idoneità professionale), un'anzianità di almeno dieci anni di iscrizione nel registro dei revisori contabili, ovvero nell'Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, (comunque cumulabili), una qualificata esperienza gestionale nel settore degli enti territoriali con lo svolgimento, per almeno cinque anni, di incarichi di revisore dei conti presso enti territoriali di dimensioni medio-grandi o presso enti del servizio sanitario, università pubbliche o aziende di trasporto pubblico locale. In alternativa, potrà considerarsi lo svolgimento di incarichi di responsabile dei servizi economici e finanziari.

vota