Consulenza o Preventivo Gratuito

Controllo dei conti ad hoc nelle pmi

del 18/02/2012
di: La Redazione
Controllo dei conti ad hoc nelle pmi
Nelle pmi l'approccio del revisore deve opportunamente essere adattato alle dimensioni ed alla complessità aziendale, fermo restando la necessaria identificazione e valutazione dei rischi.

È questo l'obiettivo del corposo documento (costituito da ben 25 capitoli e 15 allegati esemplificativi) predisposto sulla base dei principi di revisione Isa clarified, rubricato: «L'applicazione dei principi di revisione internazionali alle imprese di dimensioni minori» pubblicato dal Cndcec.

In considerazione del fatto che secondo il consiglio nazionale i principi Isa sono vincolanti esclusivamente per le revisioni legali svolte ai sensi del Tuf, mentre per le pmi non hanno valenza giuridica, ma costituiscono solo un riferimento tecnico per gli organi di revisione, il testo in commento non statuisce nuovi principi di revisione ma fornisce un contributo operativo per lo svolgimento della revisione legale di una pmi, ribadendo che tutte le revisioni siano svolte con un unico insieme di regole comuni, ma con procedure e documentazione adattabili e semplificate.

In merito a queste ultime, viene ricordato che il principio di revisione internazionale n. 200 (Obiettivi generali del revisore indipendente e svolgimento della revisione contabile in conformità ai principi internazionali, par. A64), qualifica come impresa di dimensioni minori (pmi), quella in possesso di determinati requisiti qualitativi quali la concentrazione della proprietà e della direzione in un numero limitato di soggetti ed in una o più delle seguenti caratteristiche:

- operazioni semplici e lineari,

- semplicità delle registrazioni contabili,

- un numero limitato di linee di attività e di prodotti nell'ambito delle singole linee di attività,

- un numero limitato di controlli interni,

- un numero limitato di livelli direzionali responsabili di un'ampia gamma di controlli ovvero un numero limitato di dipendenti, dei quali molti rivestono una pluralità di funzioni.

Secondo il nuovo documento del Cndcec poiché i principi di revisione internazionali forniscono una definizione in termini esclusivamente qualitativi di impresa di dimensioni minori, si potrebbe concludere che, nel panorama italiano, possono essere considerate imprese di dimensioni minori:

- le imprese che non superano due dei tre limiti dimensionali di cui all'articolo 27 del dlgs n. 127/91 e successive modificazioni (totale attivo 17.500.000 euro; totale ricavi 35.000.000; 250 dipendenti occupati in media durante l'esercizio);

- nonché le imprese che pur superando quei limiti dimensionali possiedono le caratteristiche precisate nel principio di revisione n. 200.

Ora, seppure l'aspetto dimensionale non è sufficiente per poter definire quali debbano essere le procedure di revisione da applicare nelle specifiche circostanze (dipendendo le stesse anche dalla complessità dell'impresa e dai rischi individuati e valutati dal revisore) i principi di revisione riconoscono un approccio applicativo proporzionale legato alle dimensioni e complessità dell'impresa. Ciò, considerando, poi, che alcuni di questi principi risulteranno non applicabili (per esempio, il n. 600, sulla revisione del bilancio del gruppo), mentre in altri casi saranno le procedure di revisione a dover essere variate anche sensibilmente quando si effettua la revisione dell'impresa di dimensioni minori (per esempio, il n. 315, «Identificazione e valutazione dei rischi e degli errori significativi mediante comprensione dell'impresa e del contesto in cui opera»). Christina Feriozzi

vota