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Durc negativo, addio corrispettivo

del 18/02/2012
di: di Daniele Cirioli
Durc negativo, addio corrispettivo
Intervento sostitutivo anche per parziali scoperture. La stazione appaltante, infatti, può utilizzare le somme dovute all'impresa appaltatrice anche per colmare solo parte delle inadempienze evidenziate dal documento di regolarità contributiva (Durc). Lo precisa, tra l'altro, il ministero del lavoro nella circolare n. 3/2012 fornendo indicazioni operative all'articolo 4, commi 2 e 3, del dpr n. 207/2010 (regolamento di esecuzione ed attuazione del dlgs n. 163/2006), a seguito dell'incontro con gli enti e le autorità di vigilanza sui contratti pubblici.

Intervento sostitutivo. Il citato articolo 4 del dpr n. 207/2010 ha introdotto un particolare meccanismo attraverso il quale, in presenza di un Durc che evidenzi delle irregolarità nei versamenti dovuti agli istituti previdenziali (Inps e Inail) e/o alle casse edili, le stazioni appaltanti si sostituiscono al debitore principale (le imprese che detengono i lavori in appalto) versando, in tutto o in parte, direttamente ai predetti istituti e casse le somme dovute in forza del contratto di appalto.

Quando opera il meccanismo. Il predetto meccanismo (cosiddetto «intervento sostitutivo»), spiega il ministero, oltre a operare quando il debito delle stazioni appaltanti nei confronti degli appaltatori «copre» interamente quanto dovuto agli istituti e alle casse edili, opera anche quando lo stesso debito sia in grado solo in parte di «colmare» le inadempienze evidenziate nel Durc. In tal caso, aggiunge il ministero, le somme dovute dalla stazione appaltante all'appaltatore andranno ripartite tra gli istituti e casse edili interessate (la normativa non dà indicazioni di sorta sui criteri di precedenza nella soddisfazione dei crediti). In particolare, la ripartizione andrà eseguita in proporzione dei crediti vantati da ciascun istituto e cassa edile come evidenziati nel Durc o comunicati dagli stessi istituti e cassa edili, a seguito di richiesta della stazione appaltante.

Preavviso di pagamento. Al fine di coordinare eventuali e contestuali interventi sostitutivi da parte di più stazioni appaltanti (possibilità che può verificarsi, per esempio, per una stessa impresa che ha in corso più appalti), il ministero stabilisce che le stazioni appaltanti, prima di procedere ai versamenti nei confronti degli istituti e casse edili, provvedano a preannunciare agli stessi l'intenzione della sostituzione. Il «preavviso di pagamento», spiega il ministero, consentirà di «rimodulare» i crediti laddove un'altra stazione appaltante sia intervenuta «ripianando» anche solo in parte le posizioni dell'appaltatore nei confronti di Inps, Inail e Casse edili.

Imprese subappaltatrici. Il ministero ancora precisa che l'intervento sostitutivo opera anche in relazione a eventuali posizioni debitorie da parte di subappaltatori. In questi casi, peraltro, nell'ambito degli appalti pubblici, esiste anche il vincolo della cosiddetta «responsabilità solidale» tra appaltatore e subappaltatore. Pertanto, secondo il ministero l'intervento sostitutivo deve aversi solo nelle ipotesi di somme residue ed a seguito dell'eventuale intervento sostitutivo attivato per irregolarità del Durc dell'appaltatore, e non può eccedere il valore del debito che l'appaltatore ha nei confronti del subappaltatore alla data di emissione del Durc irregolare. Infine, il ministero precisa che nel caso in cui l'irregolarità riguardi solo il subappaltatore e l'importo dovuto a quest'ultimo risulti insufficiente a «coprire» l'irregolarità attestata dal Durc, l'intervento sostitutivo, ancorché i debiti contributivi del subappaltatore siano soddisfatti solo in parte, svincola il pagamento nei confronti dell'appaltatore.

Verifica irregolarità fiscale. L'ultima precisazione del ministero spiega che l'intervento sostitutivo non interferisce con l'obbligo della verifica delle irregolarità fiscali, cui sono tenute al rispetto le amministrazioni pubbliche in caso di pagamento di importi superiori ai 10 mila euro (articolo 48-bis del dpr n. 602/1973).

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