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Interessi su prestiti, 20% come imposta

del 18/02/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Interessi su prestiti, 20% come imposta
Dal 1° gennaio 2012 sugli interessi erogati sui prestiti sociali, le società cooperative applicano la ritenuta del 20% ma pur sempre a titolo d'imposta e non di acconto.

Tale precisazione è stata fornita dall'Agenzia delle entrate, mediante una specifica consulenza giuridica (n. 954-87/2012 – prot. 2012/16716) dello scorso 7 febbraio, fornita direttamente a una centrale cooperativa nazionale.

L'associazione ha evidenziato che, per effetto della lettera a), del comma 25, dell'art. 2, del dl n. 138/2011 (Manovra di mezza estate), il legislatore tributario ha abrogato, dallo scorso 1° gennaio, il comma 8, dell'art. 20, del dl 8/04/1974 n. 95, con la conseguenza che la ritenuta risulta applicabile, «letteralmente», a titolo di acconto.

In effetti, l'abrogazione delle disposizioni richiamate, per la stessa centrale cooperativa, è finalizzata esclusivamente a confermare l'innalzamento, in via generale, dell'aliquota applicabile al capital gain (20%), senza che ciò comporti una modifica nel titolo della ritenuta, restando la stessa effettuata a titolo d'imposta e non di acconto. L'Agenzia delle entrate, con il documento richiamato, ha preliminarmente individuato l'ambito soggettivo e oggettivo, riconducendo l'applicazione della ritenuta agli interessi erogati dalla cooperativa a favore di persone fisiche residenti e sui prestiti sociali, come definiti dall'art. 13, dpr n. 601/1973.

Si ricorda, infatti, che il richiamato art. 13 dispone che il finanziamento dei soci, per essere inquadrato come prestito sociale, deve essere eseguito «esclusivamente» per il conseguimento dell'oggetto sociale ed entro i limiti prefissati (euro 20.658,25 per la generalità delle cooperative e 41.316,56 per quelle di lavorazione e manipolazione dei prodotti agricoli e per quelle edilizie), aggiornati periodicamente ai sensi del comma 6, dell'art. 21, legge n. 59/1992.

Il documento ricorda, inoltre, che fino al 31 dicembre scorso gli interessi maturati sui prestiti sociali erogati da persone fisiche residenti scontavano una ritenuta, a titolo d'imposta, variabile tra il 12,5% e il 20%, in relazione al parametro dimensionale dell'ente mutualistico di appartenenza del socio e che, per effetto delle novità introdotte dal dl n. 138/2011, a decorrere dal 1° gennaio scorso la ritenuta è stata uniformata nell'unica aliquota del 20%, intermedia tra quella minima del 12,50% e quella massima del 27%.

Di conseguenza, con l'unificazione delle aliquote e l'abrogazione del comma 8, dell'art. 20, dl n. 95/1974, il legislatore ha creato perplessità sulla natura della ritenuta che pareva confermata a titolo d'imposta per le cooperative di medie e grandi dimensioni e a titolo di acconto per i piccoli enti. Per l'agenzia, invece, il legislatore ha voluto esclusivamente armonizzare l'entità della ritenuta, non intendendo modificare il titolo del prelievo che resta a titolo d'imposta per tutte le società cooperative, a prescindere dalla propria dimensione, anche al fine di evitare una chiara disparità di trattamento tra soci di cooperative «… a discapito di quelli delle piccole e micro che, in virtù della generale previsione dell'articolo 26, comma 5, del dpr n. 600 del 1973, dovrebbero essere assoggettati ad imposizione con la medesima aliquota di ritenuta, ma a titolo di acconto, con conseguente obbligo dichiarativo ed eventuale ulteriore tassazione ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche …».

Pertanto, poste le condizioni richieste per la qualificazione del «prestito sociale», la risoluzione in commento chiarisce definitivamente che il titolo del prelievo, anche per le piccole cooperative, resta a titolo d'imposta.

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