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Controversie commerciali Unidroit allarga il raggio

del 18/02/2012
di: di Simona D'Alessio
Controversie commerciali Unidroit allarga il raggio
Regole non vincolanti per i contratti e le controversie commerciali internazionali che, dal 1994 ad oggi, vengono applicate sempre più frequentemente dai soggetti protagonisti delle operazioni di vendita. Sono i principi Unidroit, una disciplina organica rivolta agli scambi fra uno stato e l'altro, slegata dagli ordinamenti dei vari paesi, elaborata dagli esperti dell'International institute for the unification of private law, un'organizzazione con sede a Roma, dove ieri si è tenuto un congresso per fare il punto sull'utilizzo di queste soluzioni normative, in costante evoluzione. Se, infatti, la prima edizione si componeva di 120 articoli, quella del 2004 era salita a 185, mentre l'ultima, del 2010, è arrivata a 211: le novità riguardano questioni di grande rilevanza per il mondo giuridico transnazionale, ossia «le restituzioni in caso di dissoluzione del contratto, le condizioni, le obbligazioni con pluralità di debitori e creditori e l'illeicità», spiega Michael Joachim Bonell, il presidente del gruppo di lavoro che ha elaborato i regolamenti. Un'altra sfida per i principi, poiché già «vengono scelti dalle parti come lex contractus e applicati dai tribunali arbitrali come regole di diritto applicabili alla sostanza delle controversie, anche in assenza di un'esplicita richiesta» dei soggetti interessati, e adesso ci si attende che «ricevano un'attenzione ancora maggiore dalla comunità» estera.

A giocare a favore dell'ampliamento dell'impiego delle iniziative legislative Unidroit è indubbiamente il vasto riconoscimento, «in ogni ordinamento statale e nei sistemi normativi di diritto uniforme, del ruolo dell'autonomia privata e degli effetti degli arbitrati commerciali internazionali» nella cornice della contrattualistica, aggiunge Sergio Maria Carbone, uno dei docenti che ha partecipato alla stesura delle disposizioni. Al di là dell'apprezzamento, però, affinché la scelta dei principi quale legge regolatrice del contratto sia efficace, è opportuno che sia abbinata a una clausola per la risoluzione delle liti eventualmente insorte tra le parti, visto che gli arbitri, a differenza dei giudici nazionali, non sono vincolati alle norme di diritto internazionale privato, le quali impongono di applicare alle controversie che devono dirimere esclusivamente la legislazione di origine statale. Nel caso in cui una disputa venisse portata davanti ad un giudice nazionale, pertanto, i testi Unidroit richiamati dai soggetti protagonisti potrebbero essere considerati soltanto come integrati al contratto e la norma base resterebbe quella (nazionale) designata dai principi del diritto internazionale privato.

Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, è favorevole alle prassi che possano avvicinare gli ordinamenti giuridici, con regole il più possibile vicine, migliorando lo sviluppo dei rapporti commerciali tra professionisti e tra i professionisti e i consumatori, ma osserva come la non conoscenza di un'altra lingua faccia sì che l'avvocato italiano tenda a far prevalere una legge nazionale.

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