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Riforma lavoro, contratti in pole

del 18/02/2012
di: di Daniele Cirioli
Riforma lavoro, contratti in pole
La riforma del mercato del lavoro partirà dal riordino dei contratti. È il «primo aspetto» da cambiare, perché «in Italia ci sono troppe tipologie di contratti che hanno creato molta precarietà specialmente fra i giovani». Ad annunciarlo è il ministro del lavoro, Elsa Fornero, intervenendo ieri al Consiglio Ue degli affari sociali e dell'occupazione. Il ministro ha spiegato ai colleghi europei che il governo italiano è al lavoro su «un'importante riforma del mercato del lavoro che conta di completare entro marzo, con il massimo consenso sociale possibile e dialogo con le parti sociali». Tutto rinviato, invece, per quanto riguarda la riforma degli ammortizzatori sociali («la crisi impone di non toccare la cig quest'anno»); riserbo assoluto sulle norme dei licenziamenti e articolo 18. I lavori riprenderanno lunedì, quand'è fissato il nuovo incontro tra governo e parti sociali.

Le cose già fatte

Parlando ai colleghi europei, il ministro Fornero ha spiegato che il governo porta avanti un'idea di riforma del mercato del lavoro «finalizzata a garantire una più alta partecipazione dei lavoratori, soprattutto giovani, donne e lavoratori anziani». L'impegno principale è quello di «adottare riforme coraggiose conciliando il rigore finanziario con la coesione sociale», come più volte sottolineato dal premier, Mario Monti; ossia mirando «a uscire dall'austerità per puntare alla crescita e agli obiettivi sociali». Pertanto, la riforma sarà realizzata «con il massimo possibile di consenso sociale e dialogo con le Parti sociali». Tante le cose già fatte, avendo cura soprattutto «all'occupazione femminile ed al dualismo Nord–Sud del Paese», che sono stati destinatari di attenzione particolare del governo, principalmente attraverso sgravi fiscali e incentivi all'occupazione (si veda tabella). Fronte questo, dunque, da ritenersi chiuso (la frase del ministro, in un primo momento, era stata interpretata come un annuncio di nuove misure) con le iniziative previste dal decreto «Salva Italia» (dl n. 201/2011).

I punti di riforma

Quale novità il ministro ha annunciato che «il primo pilastro di riforma consiste nel riordino dei contratti di lavoro». «Nel mercato del lavoro», ha spiegato, «esistono troppe tipologie contrattuali che negli anni, invece di creare una flessibilità buona, cioè utile al migliore funzionamento del mercato del lavoro, hanno generato una diffusa precarietà». Per come dovrebbe avvenire la riforma, la Fornero ha poi aggiunto che l'idea non è quella di abolire un tipo di contratto o un altro, ma di rafforzarne le componenti più positive. Ad esempio, il ministro ha detto «vogliamo evitare che le persone passino da un contratto a termine a un altro»; e su lavoro a chiamata e lavoro a progetto «non vogliamo eliminarlo ma migliorarlo». La discussione, dunque, è «su quali tipi di contratti mantenere e in che modo». Altro argomento di riforma è quello dei servizi alla formazione, per il quale il ministro ha annunciato un miglioramento generale del settore, mediante utilizzo delle risorse del Fondo sociale europeo.

Gli argomenti rinviati

Nulla da fare, almeno per ora, invece, per quanto riguarda la riforma degli ammortizzatori sociali. «C'è crisi e per quest'anno», ha rassicurato la Fornero, «non si toccherà la cig (cassa integrazione guadagni, ndr)». In prospettiva, comunque, il ministro vede una rafforzamento della cassa ordinaria e l'abolizione di quella straordinaria: «se facciamo l'unemployment benefit (il sussidio unico di disoccupazione, ndr)», ha affermato, «non c'è più bisogno della cassa integrazione straordinaria che viene usata per le riorganizzazioni delle aziende, le ristrutturazioni e la risoluzione delle crisi». Secondo la Fornero, inoltre, va considerato pure «che alcune categorie sono escluse da questa forma di sostegno ai redditi»; il che richiede «più universalismo» con l'estensione alle categorie che oggi non ne beneficiano «a parità di costi e di risorse». Il problema, dunque, restano le risorse: «stiamo cercando con il lanternino come fare per redistribuire quelle disponibili».

Lunedì la ripresa

dei lavori

La ripresa dei lavori ci sarà lunedì, quando è stato fissato il nuovo tavolo tra Governo e Parti sociali dopo quello di mercoledì e il nuovo giro di incontri bilaterali, l'ultimo con le rappresentanze delle pmi italiane riunite in Rete Imprese Italia. Di certo non si parlerà di riforma dei licenziamenti né di articolo 18, a cui non ha fatto neppure accenno, ieri, il ministro.

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