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Ispezioni rapide sul lavoro

del 16/02/2012
di: di Simona D'Alessio
Ispezioni rapide sul lavoro
Le comunicazioni obbligatorie sull'instaurazione del rapporto lavorativo (d.m. 30/10/2007), le denunce all'Inail, l'attribuzione della matricola Inps e il Durc, il Documento unico di regolarità contributiva. Ma anche il certificato di iscrizione alla camera di commercio e le dichiarazioni fiscali (modelli Unico, 750, 760, 770/SA-SC). Una serie di documenti che non dovranno più essere consegnati dalle aziende agli organi di vigilanza nel corso delle verifiche ispettive, perché già presenti nelle banche dati del ministero del welfare, di Inps, Inail e Agenzia delle entrate, in collegamento fra di loro. A stabilirlo un protocollo d'intesa appena sottoscritto dal dicastero guidato da Elsa Fornero e dal Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro. L'accordo parte dalla volontà di «razionalizzare l'impatto che la verifica ispettiva assume nell'attività ordinaria dell'impresa ispezionata, al fine di minimizzarne i tempi» e riconosce l'apporto di chi opera nel settore della consulenza del lavoro, «prestando l'assistenza tecnica professionale necessaria al buon andamento» delle verifiche. Il personale incaricato dei controlli non dovrà, pertanto, pretendere che le parti datoriali consegnino i certificati, tranne che nei casi in cui abbia materialmente difficoltà ad accedere alle banche dati, nonché quando le ispezioni vengano «eseguite nell'esercizio delle specifiche funzioni di polizia giudiziaria, ove sia indispensabile la materiale acquisizione della documentazione trasmessa dal professionista».

Oltre ai certificati già menzionati, fanno parte dell'accordo anche le denunce aziendali e le dichiarazioni trimestrali della mano d'opera occupata in agricoltura, e quelle assicurativo/previdenziali (informazioni relative ai modelli Uniemens dal 2010 in poi consultabili da Net-Inps, importi complessivamente versati tramite modelli F24 e indicazioni relative ai modelli DM 10 concernenti il personale dipendente); nel protocollo, però, si legge che tale elenco «non può definirsi esaustivo, e potrà essere integrato e aggiornato con successivi accordi».

La presidente del Cno, Marina Calderone, auspica che, anche grazie a questa iniziativa, si vada verso «una generale riduzione degli oneri amministrativi a carico dei datori di lavoro e dei professionisti».

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