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Prestazioni di servizi comunitarie, dal 17 marzo basta l'integrazione

del 16/02/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Prestazioni di servizi comunitarie, dal 17 marzo basta l'integrazione
Per le prestazioni di servizi comunitarie, stop all'autofatturazione. Dal prossimo 17 marzo basta l'integrazione del documento pervenuto.

Con la nota operativa n. 2/2012, la fondazione «Accademia romana di ragioneria - Giorgio Di Giuliomaria», dopo le novità introdotte dalla legge 15/12/2011 n. 217 (Legge comunitaria), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 1 dello scorso 2 gennaio, ricorda la novità sul tema dell'assolvimento dell'Iva, per le prestazioni di servizi, di cui all'art. 7-ter, dpr n. 633/1972.

Con il documento richiamato, innanzitutto, si ricorda che a partire dal 17/03/2012 i soggetti che ricevono prestazioni di servizi da soggetti comunitari, devono assolvere l'Iva sul territorio nazionale applicando il metodo dell'inversione contabile (cosiddetto «reverse charge»), in luogo dell'emissione di autofatture.

Per effetto delle novità indicate, ai sensi del nuovo comma 2, dell'articolo 17, del decreto Iva, in presenza di un'operazione rilevante ai fini del tributo in Italia eseguita da un soggetto passivo non residente in Italia nei confronti di un soggetto passivo collocato sul territorio nazionale, tutti gli adempimenti concernenti l'applicazione dell'imposta sono a carico del «cessionario» (o «committente»).

In effetti, il citato comma 2, con riferimento alle prestazioni di servizi, di cui all'art. 7-ter, dpr n. 633/1972, dispone che nel caso delle prestazioni di servizi eseguite «...da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione, il committente adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione secondo le disposizioni degli articoli 46 e 47 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni...».

Sul punto, è stato evidenziato che il dlgs n. 18/2010, che ha introdotto le nuove regole inerenti al luogo di tassazione delle prestazioni di servizi, ha reso applicabili le regole sulla territorialità del decreto Iva anche per le operazioni tra soggetti comunitari, estendendo il regime d'inversione contabile a «tutte» le operazioni territorialmente rilevanti in Italia eseguite da soggetti non residenti.

L'Agenzia delle entrate, stante quanto appena indicato, ha emanato uno specifico documento di prassi (circ. 12/E/2010) precisando che, per le prestazioni di servizi rese tra soggetti comunitari, è possibile integrare la fattura emessa dal prestatore comunitario, eliminando l'aggravio dell'emissione di autofatture; la semplificazione non è notevole ma l'operatore evita l'emissione di un ulteriore documento e, soprattutto, beneficia di un diverso termine per eseguire l'adempimento poiché, limitatamente alle prestazioni generiche comunitarie, l'integrazione deve essere effettuata in base alle regole indicate dagli articoli 46 e 47, dl 331/1993, con riferimento al momento della ricezione della stessa, fatto salvo il caso di mancata ricezione della fattura entro il mese successivo all'effettuazione della prestazione.

Pertanto, con la legge n. 217/2011 è stato disposto, definitivamente, che l'unica modalità ammessa è quella dell'integrazione della fattura, con la conseguenza che, per effetto dell'entrata in vigore della legge (15 giorni dalla pubblicazione ovvero il 17/01/2012) e dell'applicazione delle nuove disposizioni al decorso di 60 giorni a quello di entrata in vigore della medesima legge, dal 17 marzo prossimo i committenti italiani che ricevono prestazioni di servizi da prestatore Ue dovranno integrare la fattura ricevuta, indicando base imponibile, aliquota e imposta e registrando la stessa «distintamente» nel registro degli acquisti e nel registro delle fatture.

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