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Il costo di costruzione segue l'immobile

del 16/02/2012
di: di Dario Ferrara
Il costo di costruzione segue l'immobile
Il costo di costruzione? Segue l'immobile, non le persone. Chi chiede la concessione edilizia ma poi la cede a un terzo non può essere «inseguito» come debitore dal Comune per il pagamento dell'onere: è escluso, infatti, che si configuri una responsabilità solidale tra chi ha soltanto chiesto il titolo abilitativo e chi lo ha concretamente utilizzato. È quanto emerge dalla sentenza 6333/11 della quarta sezione del Consiglio di stato.

Si conclude con la netta sconfitta dell'ente locale la controversia che riguarda un'area edificabile in un comune brianzolo. Ha sbagliato l'amministrazione per anni a «perseguitare» il cittadino chiedendogli il versamento di una somma in realtà non dovuta (la vicenda, fra l'altro, ha origine quasi trentacinque anni orsono). In base all'articolo 3 della legge 10/1977 la concessione edilizia comporta la corresponsione di un contributo commisurato all'incidenza delle spese di urbanizzazione e al costo di costruzione. Dottrina e giurisprudenza sono concordi nel ritenere che il costo di costruzione è una prestazione patrimoniale di natura impositiva e trova la sua ratio nell'incremento patrimoniale che il titolare del permesso di costruire consegue in dipendenza dell'intervento edilizio: la condizione di esigibilità, quindi, è la sussistenza di un titolo abilitativo valido ed efficace e la concreta fruizione del titolo da parte del concessionario, vale a dire la circostanza che la costruzione risulti effettivamente realizzata; deve pertanto essere escluso che chi ha chiesto la voltura della concessione edilizia a un terzo subito dopo l'ottenimento possa essere ritenuto soggetto obbligato per legge al versamento del contributo commisurato al costo di costruzione: il cittadino del comune brianzolo, nella specie, non ha nemmeno ritirato il titolo.

Deve infine essere smentita anche l'ipotesi di una responsabilità solidale successiva alla voltura della concessione: la solidarietà, infatti, si configura quando più debitori sono per legge o per titolo obbligati tutti per la stessa prestazione (articolo 1292 Cc), sicché non c'è solidarietà se manca in uno dei soggetti, pur astrattamente collegati al rapporto, la qualità di debitore. Nel nostro caso è l'effettiva fruizione del titolo edilizio che rappresenta il fatto costitutivo della fonte dell'obbligazione pecuniaria: chi non ha utilizzato il titolo non assume neppure la qualifica di soggetto coobbligato e, dunque, non è tenuto al pagamento.

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