Proprio ieri comunque le Associazioni imprenditoriali aderenti a Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio e Confindustria in rappresentanza del settore orafo-argentiero-gioielliero italiano – leader del «made in Italy» con quasi 50 mila imprese e oltre 6,5 miliardi di fatturato annuo – hanno presentato al presidente del consiglio Monti una proposta di modifica della normativa antiriciclaggio che mira a elevare la soglia di utilizzo dei contanti mantenendo l'obbligo di tracciabilità. La modifica proposta all'art. 12 della legge 22 dicembre 2011 n. 214 (conversione in legge del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011) consiste nell'introdurre la possibilità, per il cliente straniero, di saldare il pagamento con denaro contante a fronte del rilascio, da parte del commerciante, di una fattura contenente gli estremi identificativi. Si tratta di una soluzione già in essere per i cittadini extraeuropei sugli acquisti fatti nei paesi della Comunità ove è prevista l'esenzione o il rimborso dell'Iva a fronte della restituzione della fattura vidimata dalla Dogana del paese europeo di uscita già contenente gli estremi del passaporto del viaggiatore.


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