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Adesione, accusa di evasione in mano al giudice penale

del 15/02/2012
di: Debora Alberici
Adesione, accusa di evasione in mano al giudice penale
L'accertamento con adesione e qualunque concordato fiscale fa cadere l'accusa di evasione se l'imposta così «negoziata» fra fisco e contribuente è al di sotto della soglia di punibilità. Ciò a meno che il giudice penale non adduca «elementi di fatto che rendano maggiormente attendibile l'iniziale quantificazione del tributo dovuto».

Pur riaffermando l'indipendenza del giudizio penale sull'evasione fiscale e l'accertamento, la Corte di cassazione (sentenza n. 5640 del 14 febbraio 2012) ha confermato l'assoluzione dalle accuse di dichiarazione fraudolenta nei confronti di contribuente che, aderendo all'accertamento con adesione, aveva fatto scendere al di sotto della soglia di punibilità l'importo del tributo dovuto all'amministrazione finanziaria. Dunque, respingendo il ricorso della Procura di Napoli, la terza sezione penale ha chiarito che «l'accertamento con adesione e ogni forma di concordato fiscale si collocano sul crinale della distinzione appena tracciata: c'è un' iniziale pretesa tributaria che poi viene ridimensionata non già dal giudice tributario, ma da un atto negoziale concordato tra le parti del rapporto. Nondimeno il giudice penale non è vincolato all'imposta così «accertata»; ma per discostarsi dal dato quantitativo risultante dall'accertamento con adesione o dal concordato fiscale per tener conto invece dell'iniziale pretesa tributaria dell'amministrazione finanziaria al fine della verifica della soglia di punibilità prevista dagli artt. 4 e 5 citati occorre che risultino concreti elementi di fatto che rendano maggiormente attendibile l'iniziale quantificazione dell'imposta dovuta».

Infatti, al fine del superamento della soglia di punibilità il giudice può legittimamente avvalersi dell'accertamento induttivo dell'imponibile compiuto dagli uffici finanziari. Ma non è ipotizzabile il reato laddove la pretesa tributaria dell'amministrazione finanziaria si collochi al di sotto della soglia suddetta. Ciò non toglie però che ai fini dell'individuazione del superamento o meno della soglia di punibilità, spetta esclusivamente al giudice penale il compito di procedere all'accertamento e alla determinazione dell'ammontare dell'imposta evasa, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi ed anche ad entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata dinanzi al giudice tributario.

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