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Via alla liquidazione trimestrale

del 14/02/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Via alla liquidazione trimestrale
Via libera alla liquidazione trimestrale dell'Iva per i soggetti che nell'anno solare 2011 hanno realizzato un volume d'affari non superiore a 400 mila euro, se esercenti prestazioni di servizi o 700 mila euro, se esercenti attività diverse.

Questo il chiarimento atteso fornito dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione 15/E di ieri, sulla corretta applicazione delle modifiche intervenute con il comma 11, dell'art. 14, legge 12/11/2011 n. 183 (legge di stabilità 2012) con il quale il legislatore ha riallineato le soglie «… per la liquidazione trimestrale dell'Iva…» con quelle fissate per la tenuta della contabilità semplificata.

Inoltre, il documento di prassi conferma che l'eventuale debito Iva, emergente in sede di chiusura dell'anno solare, nel caso in cui il contribuente rientri fra i soggetti che, nel rispetto dei limiti appena indicati, possono eseguire i versamenti del tributo con cadenza trimestrale, può essere liquidato il 16 marzo prossimo, gravando la somma dovuta con la percentuale dell'1% a titolo di interessi corrispettivi o, in via alternativa, entro il termine di versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione unificata (Unico), gravando la somma appena indica (debito +1%) della maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese.

Il chiarimento, come detto, è scaturito dal mancato allineamento normativo tra le previsioni della disciplina Iva e quella dell'imposizione diretta, in seguito all'innalzamento della soglia dei ricavi entro i quali è possibile instaurare la contabilità semplificata, in luogo di quella ordinaria; in effetti, il dl 70/2011, convertito nella legge 106/2011 (decreto sviluppo) aveva modificato esclusivamente il comma 1, dell'art. 18, del dpr n. 600/1973.

La modifica indicata prevede che le soglie, sotto alle quali il contribuente può tenere la contabilità semplificata, sono incrementate da euro 309.874,14 a euro 400 mila, per le imprese che prestano servizi, e da euro 516.456,90 a 700 mila euro, per le imprese che svolgono altre attività, tenendo conto che il decreto sviluppo non ha proposto alcuna norma transitoria che esprimesse la decorrenza, prevedendo solo che le disposizioni in esso contenute sono applicabili a decorrere dal 14/05/2011 (giorno successivo a quello di pubblicazione in gazzetta).

L'unico chiarimento sul tema risale al 2001 (Agenzia delle entrate, circ. 80/E/2001) e, a parte le conseguenze per individuare il regime naturale nel periodo d'imposta, il documento di prassi aveva avuto il pregio di precisare l'atteggiamento da tenere, ma solo ai fini dell'imposizione diretta.

Stante la modifica introdotta dalla legge di stabilità 2012, l'agenzia ha confermato l'assenza di modifiche all'articolo 7 del dpr n. 542/1999 che consente ai contribuenti minori di liquidare e versare l'Iva (seppure maggiorata con l'1% a titolo di interessi) con periodicità trimestrale, in luogo di quella mensile, con la conseguenza che si rendeva necessario definire il parametro cui collegare le nuove soglie e la conferma della possibilità, per i neo-contribuenti trimestrali, di versare il debito annuale il 16 marzo dell'anno successivo.

Pertanto, poiché la modifica è intervenuta con la legge di stabilità e con una disposizione fuori sistema, con decorrenza dal 2012 per l'individuazione delle soglie si deve far riferimento necessariamente alle disposizioni contenute nell'art. 7, del dpr n. 542/1999 tenendo conto, ai fini della determinazione della periodicità, del volume d'affari realizzato nell'anno solare.

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