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Commercialisti, bonus ridotto per i vecchi iscritti

del 11/02/2012
di: di Daniele Cirioli
Commercialisti, bonus ridotto per i vecchi iscritti
Bonus contributivo ridotto per i vecchi commercialisti (iscritti prima del 2004). La differenza tra aliquota di «finanziamento» e aliquota di «computo», differenza che concede il bonus sotto forma di contribuzione virtuale, si assottiglia man a mano che aumentano gli anni di contributi antecedenti al 2004 (anno di passaggio dal sistema reddituale a quello contributivo per il calcolo delle pensioni). Il correttivo si chiama «coefficiente di equità intergenerazionale» e mira, appunto, a riequilibrare le posizioni della vecchia generazione, che gode ancora in parte del generoso sistema reddituale, e della nuova generazione interamente soggetta al più avaro sistema contributivo. Un esempio. Con 38 anni di attività, reddito di 50 mila euro (70 mila ai fini Iva) e contributi al minimo di legge, a 62 anni il commercialista con 10 anni di contributi entro il 2003 avrà diritto a una pensione di 18 mila euro, inferiore di oltre 15 mila euro rispetto alla pensione calcolata per intero con il sistema reddituale e maggiore di circa 5 mila euro della pensione calcolata solo con il sistema contributivo.

Il bonus contributivo (differenza tra le aliquote di finanziamento e di computo) varia tra il 3 e il 4%. Ai fini operativi, però, non funziona allo stesso modo per tutti i professionisti; infatti, è prevista una riduzione nel caso di soggetti appartenenti, in parte, al vecchio sistema reddituale (cioè con anni di contributi prima del 2004). In pratica, il bonus è corretto dall'applicazione di un coefficiente pari al rapporto tra anni di contribuzione «reddituale» (prima del 2004) e anni di contribuzione totale (complessivamente utili alla pensione): il coefficiente si riduce (riducendo di conseguenza il bonus) in proporzione all'aumento degli anni di contribuzione reddituale (che comunque danno titolo a una quota di pensione calcolata con il criterio reddituale). In tabella sono indicate quattro simulazioni, con riferimento a un professionista con 38 anni di attività che va in pensione a 62 anni, con reddito medio di 50 mila euro; non si tiene conto, invece dell'incidenza positiva, possibile ma non certa, della capitalizzazione dei contributi. Nel primo caso, dove si considera la presenza di un solo anno di contributi reddituali, se la contribuzione pagata è quella minima si ottiene una pensione annua di 13.730 euro, maggiore di 430 euro rispetto alla pensione «solo» contributiva. Questo di più va a compensare, ma soltanto in parte (ecco il correttivo), la quota di pensione reddituale che per intero vale 875 euro. La differenza che non riceve (875 meno 430) è sottratta proprio dal «coefficiente di equità intergenerazionale», mediante una riduzione del bonus contributivo. Nel caso in esempio, il giovane professionista (iscritto dal 2004) avrebbe diritto a un bonus del 3%; il professionista con un solo anno di contribuzione reddituale (prima del 2004), invece, ne ha diritto per il 2,91%, in misura cioè ridotta di un trentottesimo (rapporto tra anni di contribuzione reddituale e anni di contribuzione complessiva).

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