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Furbetti del tfr con le ore contate

del 11/02/2012
di: di Carla De Lellis
Furbetti del tfr con le ore contate
L'Inps prova a stanare i furbetti del tfr. Sono molteplici i casi di aziende che solo apparentemente liquidano ai lavoratori il trattamento di fine rapporto al fine, evidentemente, di ridurre i versamenti contributivi mensili. In questi casi, stabilisce l'Inps, qualora non si tratti di errori nella compilazione del flusso Uniemens, il datore di lavoro dovrà procedere alla regolarizzazione entro 30 giorni e sarà sottoposto ad accertamento ispettivo. Lo spiega il messaggio n. 2057/2012, che illustra alcune delle situazioni critiche di liquidazione diretta del tfr ai lavoratori da parte del fondo di tesoreria, il fondo presso cui affluisce il tfr dei dipendenti da aziende con almeno 49 addetti.

Tfr già conguagliato dal datore di lavoro. Una prima situazione critica evidenziata dall'Inps riguarda le segnalazioni di aziende che portano a conguaglio somme a titolo di liquidazioni/anticipazioni di tfr di pertinenza del fondo di tesoreria, senza averle apparentemente corrisposte ai lavoratori. Una situazione, questa, che viene in evidenza nel momento in cui lavoratori, anche in assenza di dichiarazione aziendale, richiedono il pagamento diretto del loro tfr all'Inps. In altri casi, aggiunge l'Inps, sono gli stessi datori di lavoro a dichiarare l'incapienza del tfr per poter procedere alla liquidazione diretta ai lavoratori e a chiedere il pagamento diretto al fondo di tesoreria per importi che, una volta confrontati con quanto indicato nei flussi individuali (Uniemens), risultano già posti a conguaglio. In queste situazioni, precisa l'Inps, non si procederà al pagamento del tfr in quanto la prestazione risulta già liquidata. Tale circostanza sarà comunicata al lavoratore e all'azienda, con dettaglio degli importi che risultano essere già stati oggetto di conguaglio. Laddove risultasse che si tratta di un mero errore di compilazione del flusso individuale, il datore di lavoro sarà invitato a procedere alle rettifiche del caso; altrimenti qualora l'istruttoria dovesse confermare l'irregolarità del comportamento aziendale, previa acquisizione di una dichiarazione di responsabilità del lavoratore, il datore di lavoro sarà invitato alla regolarizzazione, da effettuarsi entro i successivi 30 giorni, nonché sottoposto ad accertamenti ispettivi se necessario.

Richieste di pagamenti diretti in caso di omissioni contributive. Altra situazione critica concerne il caso dell'omissione, parziale o totale, del versamento mensile delle quote del tfr nel flusso Uniemens, che può dar vita a due ipotesi: a) presenza della denuncia Uniemens; b) assenza della denuncia Uniemens.

Nel primo caso, spiega l'Inps, tenuto conto della natura previdenziale riconosciuta alla gestione del fondo di tesoreria, la liquidazione del tfr, nell'ipotesi di omissione contributiva riguardante periodi per i quali non sia intervenuta la prescrizione, è soggetta al principio generale di «automaticità delle prestazioni» di cui all'articolo 2116 del codice civile. Di conseguenza, la liquidazione delle quote di tfr a carico del fondo potrà avvenire anche nel caso in cui sia accertato il mancato pagamento, totale o parziale, dell'importo denunciato mensilmente dal datore di lavoro. Le denunce insolute, totalmente o parzialmente, transitano al recupero crediti dando avvio alla procedura di riscossione.

Nel secondo caso, l'assenza delle denunce Uniemens rende necessario, per la quantificazione del debito, un accertamento che, spiega l'Inps, può realizzarsi anche attraverso il coinvolgimento del personale ispettivo. La trasmissione del modello Dm10V alla procedura recupero crediti e, in caso di accesso ispettivo, l'emissione del verbale costituiscono il passaggio essenziale per l'erogazione delle quote di tfr a carico del fondo di tesoreria.

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