Consulenza o Preventivo Gratuito

Patrimoniali all'estero dribblano i quadri dichiarativi

del 11/02/2012
di: Maurizio Tozzi
Patrimoniali all'estero dribblano i quadri dichiarativi
Patrimoniali all'estero e RW, ognuno per la sua strada. Le indicazioni della sezione XVI del quadro RM di Unico PF2 richiedono dati difformi da quelli necessari per la compilazione del quadro dedicato al monitoraggio degli investimenti esteri. Gli immobili si trovano pertanto al centro di incroci pericolosi tra obblighi compilativi nei quadri RL, RM e RW, da un lato, e rilevanza di imposte o patrimoniali pagate all'estero, dall'altro, con necessità di richiedere crediti o procedere allo scomputo di quelli da pagare.

Che l'imposta patrimoniale sugli immobili e le attività finanziarie all'estero, alla fine, avrebbe aggiunto delle complicazioni in dichiarazione era abbastanza scontato. Sia chiaro, con la versione definitiva di Unico si è cercato di rendere la sezione XVI la più semplice possibile, con una compilazione che, sia per gli immobili sia per le attività finanziarie, ricalca quella del quadro RB, essendo richiesto il valore in assoluto, la quota e il periodo di possesso. Ma il problema è che in Unico PF2 si avvia un vero e proprio «rompicapo» per sapere in quanti e quali righi e quadri bisogna indicare detti patrimoni detenuti all'estero.

Si prenda il caso degli immobili. A essere interessati sono il rigo RL12, la sezione XVI di RM e il quadro RW. Se l'immobile detenuto all'estero è tenuto a disposizione, bisogna anzitutto osservare se lo stesso è produttivo di reddito (anche catastale). In caso di risposta positiva, bisogna compilare il rigo RL 12 e poi attivare, al ricorrere delle condizioni, la richiesta di rimborso per le imposte pagate all'estero. Indi è necessario compilare la sezione XVI di RM, riportando un valore speculare a quello indicato nella sezione II di RW, che a sua volta deve essere compilata. Ciò però a condizione che l'immobile sia ancora in possesso al 31 dicembre dell'anno da dichiarare; altrimenti (per esempio in caso di vendita), se la sezione XVI deve essere compilata indicando esattamente i giorni di possesso nell'anno, nel quadro RW, la sezione II non deve essere più compilata; mentre sarà necessario indicare in sezione III il flusso generato dalla vendita dell'immobile. Peraltro, è lecito presumere che sarà proprio l'incrocio tra sezione III di RW e sezione XVI di RM a consentire la verifica di eventuali possessi infrannuali dei patrimoni esteri. Infatti, sia in caso di vendita che acquisto, nonché di variazione, la sezione III di RW dovrà essere compilata e dunque darà la cognizione di quanto accaduto. O almeno si spera, perché non bisogna dimenticare che RW vive di regole autonome (tra le altre, si pensi al limite di 10 mila euro, per non parlare delle numerose casistiche di esonero dalla compilazione): se alcune transazioni sono inferiori, complessivamente per sezione, a detta soglia, la medesima sezione non deve essere compilata, mentre la sezione XVI di RM prescinde dal valore di ciò che è detenuto all'estero. Ma il «rompicapo» non è finito. Sempre limitatamente all'immobile, deve monitorarsi anche la patrimoniale pagata all'estero, che non origina mai un credito d'imposta ma consente uno scomputo direttamente dalla patrimoniale da pagare in Italia.

Un esempio. Si pensi a un immobile a disposizione in Francia. L'immobile non è produttivo di reddito e dunque, per quanto detto in precedenza, non deve essere indicato nel rigo RL12 e ovviamente non emerge nessuna necessità di richiedere il credito d'imposta. Tale immobile, però, deve essere indicato in RW e soprattutto nella sezione XVI, dove però deve essere scomputata la patrimoniale che si paga in Francia. E il caos continua se, per esempio, lo stesso immobile è in locazione con canoni incassati su un conto estero e inviati in Italia o ancora in presenza di un mutuo pagato dall'Italia con prioritario accredito del conto all'estero. Rimanendo alla sola locazione, l'immobile va indicato in RL12, scatta il meccanismo del credito d'imposta, si compila la sezione XVI di RM e si verifica l'esistenza di una patrimoniale all'estero, si compila RW sezione II per l'esistenza dell'immobile e del conto estero e si deve compilare anche la sezione III per i flussi estero/Italia derivanti dai canoni inviati nel Bel paese, dovendo però osservare la soglia di 10 mila euro. Il tutto peraltro con un'ulteriore piccola aggiunta: esistendo un conto all'estero, bisogna pagare anche la patrimoniale per le attività estere. Dunque si compila un nuovo rigo della sezione XVI di RM e si spera, almeno, che il conto sia infruttifero.

vota