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Strumenti finanziari consumatori supertutelati

del 11/02/2012
di: Debora Alberici
Strumenti finanziari consumatori supertutelati
Ampia libertà di «manovra» per i consumatori nella cause commerciali relative all'acquisto di strumenti finanziari. Gli investitori, infatti, se lo ritengono più comodo e vantaggioso possono chiamare in giudizio la banca di fronte a un giudice diverso da quello del foro del consumatore. L'inderogabilità territoriale resta però per il professionista che non può in nessun caso modificare quanto stabilito dalla legge. Lo ha affermato la sesta sezione civile della Suprema corte di cassazione con l'ordinanza numero 1875 del 9 febbraio 2012 che ha accolto il regolamento di competenza proposto da alcuni correntisti di una banca che lamentavano alcune irregolarità nella negoziazione di strumenti finanziari negoziati fuori dai locali commerciali. In particolare i giudici di legittimità hanno stabilito che ove il consumatore ravvisi «maggiormente rispondente al proprio interesse non avvalersi del foro del consumatore deve ritenersi al medesimo senz'altro consentito derogarvi, anche unilateralmente, con l'adire un giudice territorialmente competente in base ad uno dei criteri posti agli artt. 18, 19 e 20 c.p.c. ovvero quello indicato nel contratto, rimanendo da siffatta sua scelta comunque non scalfita l'esigenza di tutela contro l'unilaterale predisposizione e imposizione del contenuto contrattuale da parte del «professionista» che la disciplina in argomento è funzionalmente volta a garantire».

In altri termini, concludono i giudici con l'Ermellino, per le controversie concernenti contratti negoziati fuori dei locali commerciali relativi a strumenti finanziari il consumatore può adire un giudice diverso da quello del foro del consumatore ex art. 63 dlgs n. 206 del 2005, competente per territorio giusto uno dei criteri posti agli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., senza che, in accoglimento della relativa eccezione sollevata dal professionista ovvero d'ufficio, tale giudice possa dichiarare la propria incompetenza anche a svantaggio, e cioè in pregiudizio dell'interesse, del consumatore.

Insomma, ora la causa promossa da un gruppo di consumatori di Milano contro un noto istituto di credito «online» verrà esaminata dal tribunale del capoluogo lombardo al quale la sesta sezione civile ha rinviato dopo aver accolto il motivo di ricorso presentato dai clienti.

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