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Microimprese da tutelare

del 10/02/2012
di: di David Trotti
Microimprese da tutelare
In questo periodo si sta parlando di riforma del mercato del lavoro, di articolo 18, di strutture sindacali e nuove modalità contrattuali; ci sono tutta una serie di attori sociali anzi di parti sociali, ma a questo tavolo un soggetto che manca è sicuramente quello delle microimprese: a questo riguardo vogliamo in qualche modo portare un contributo e mettere al servizio del dibattito le nostre esperienze. Le microimprese è un tema che ci appartiene di cui conosciamo sicuramente i problemi e le aspirazioni visto che ogni giorno ne seguiamo la gestione e consigliamo ad esse scelte opportune ed errori da evitare e le aiutiamo nella crescita. Con questo apporto al dibattito vogliamo aiutare la riflessione e quindi porre l'accento su alcune questioni che ci paiono importanti. Secondo lo Sme performance review (Spr – riesame del rendimento delle Pmi) la microimpresa rappresenta un elemento strutturale dell'economia Italiana:

In Italia le Pmi rappresentano una percentuale (99,9%) prossima a quella media dell'Ue (99,8%) ma sono costituite più che altrove da microimprese, che contano per il 94,6% del totale. Il contributo delle microimprese italiane all'occupazione è molto più alto (47%) della media europea (30%), e l'apporto dell'intero settore delle Pmi all'occupazione italiana è significativamente maggiore (81%) della media europea (67%). Anche in termini di valore aggiunto, le Pmi contribuiscono di più (71,7%) della media europea (58%).

Con questa considerazione ci permettiamo di evidenziare le cose che ci sembra siano necessarie per proteggere il lavoro nelle e delle microimprese ed esattamente:

  • la necessità che la pubblica amministrazione e gli enti locali onorino i loro debiti, su questo si è fatta poca attenzione e basterebbe fare una ricognizione per vedere quanto questo poi comporti delle crisi occupazionali e dei mancati posti di lavoro; oltre sicuramente ad inadempimenti fiscali e contributivi. Ho visto tante aziende «saltare» perché dal punto di vista finanziario non avevano presente il meccanismo dei fabbisogni legati alle scadenze fiscale e Iva a fronte di mancati pagamenti di regioni e comuni. Questa cosa è l'altro grosso elemento di cui non si sta parlando e non si parla, ma che è vitale per le aziende, per l'occupazione e per il lavoro. È il pagamento della pubblica amministrazione che ormai è arrivato a livelli da girone dantesco… le nostre microimprese finanziano lo stato... e per pagare gli stipendi sono costretti magari a non pagare inps ed irpef e così Equitalia gli da addosso per cambiare il lavoro sarà necessario che in primis lo stato sia etico e che paghi ciò che ha commissionato;

  • la elasticità per alcuni istituti contrattuali perché spesso il rapporto di lavoro è un rapporto di tipo personale le cui condizioni vengono contrattate individualmente. In questi mesi qualcosa è stato fatto e per far capire di cosa parliamo come esempio positivo citiamo la piccola miniriforma del part-time con la legge di stabilità (legge 183 del 2011) sia per quanto riguarda il dover andare o inviare una raccomandata per il passaggio da full time a part-time, sia per le variazioni in aumento o diminuzione o la possibilità di distribuire elasticamente l'orario di lavoro;

  • le piccole aziende non sono sindacalizzate è per questo che bisognerebbe trovare dei meccanismi di incentivazione fiscale e contributivi diversi. Aver chiesto per la detassazione che ci sia un accordo di secondo livello rappresenta un problema… perché il sindacato nel contesto delle microaziende viene chiamato solo per le vertenze… La norma del 2008 era sicuramente più vicina alla loro realtà, oggi le microimprese di fatto sono escluse da questi meccanismi;

  • il contratto aziendale… è immaginabile in una microimpresa ? Nel contesto delle microimprese bisognerebbe avere dei contratti cornice con una forte dose di personalizzazione a livello di rapporto individuale… Nella microazienda l'apporto del singolo ha un valore maggiore che nella grande azienda perché il suo contributo è unico e non ci sono possibilità... poiché la sostituzione è anche sostituzione di relazioni personali… qui la contrattazione individuale magari tutelata ha un ruolo insostituibile;

  • creare strumenti per la gestione delle crisi dell'area la microimpresa. Esse vivono in una modalità molto diversa da quelle delle grandi sotto i 15 dipendenti, la crisi qui è dramma e a parte gli strumenti in deroga non sempre disponibili per questioni di risorse l'unica possibilità è la disoccupazione. A questo riguardo forse sarebbe utile che anche la risoluzione consensuale permettesse l'accesso all'istituto senza che si debbano trovare soluzioni alternative come creare un finto licenziamento. Si potrebbe inoltre anche studiare un meccanismo di accompagnamento all'uscita a un nuovo lavoro anche finanziato con il contributo delle microimprese (una sorta di outplacement di cui si potrebbero occupare i consulenti del lavoro);

  • ipotizzare una rivisitazioni delle mansioni contrattuali. Questo è un problema che genera molto contenzioso, qui bisognerebbe trovare dei modelli o dei concetti diversi… immaginate una job description in una azienda di 14 persone… o anche la definizioni di mansione o la ricerca di mansioni equivalenti… nella microazienda definire i ruoli è molto difficile. Spesso come consulenti quando cerchiamo i profili per l'apprendistato abbiamo molte difficoltà a calare i mansionari contrattuali nella realtà delle imprese;

  • dal versante datore di lavoro bisognerebbe fare tanta formazione manageriale. Aiutare le microaziende a capire qualcosa di gestione aziendale. I capi delle microaziende sono dei lavoratori evoluti possessori di tanta esperienza ma privi di una visione organica che prescinde dal conto economico e guarda solo gli incassi… in questo veramente si potrebbe fare molto... qui veramente dovremmo aiutare il cambiamento culturale e magari fare in modo che superati i 10 dipendenti il datore di lavoro debba fare per avere alcune agevolazioni (ma questo è solo un esempio) esperienza e corsi che lo aiutino a pensare anche all'azienda e gli mettano a disposizione strumenti e conoscenze… Per completezza va anche detto che le cose di cui abbiamo discusso in questo punto hanno anche un significato per noi che non siamo imprese ma ricordiamo che anche i nostri studi, anzi gli studi che rappresentiamo hanno un forte significato sociale e sull'occupazione e quindi questi temi riguardano anche noi. Che la chiave sia il confronto e le conoscenze è una esperienza di cui siamo portatori e di cui abbiamo fatto esperienza. La formazione è fondamentale, far aprire la testa con incontri è fondamentale ed è dimostrato dalla nostra esperienza sindacale, da Fiesole… in cui veniamo ad essere aiutati a capire che gli studi non sono fatti solo di lavoro al cliente, ma anche di organizzazione. La gestione dello studio è una gestione in cui oltre ad essere «le competenze» il consulente è anche il «capo dell'organizzazione» che si trova tutti i giorni a gestire. Esci da Fiesole con tante domande e tante risposte (frutto della esperienza degli altri). Fiesole è un'esperienza che dovrebbe avere un risvolto anche per le microimprese il salto in questo senso non è tanto nelle norme (che devono evolvere anch'esse) ma nel cambiamento di mentalità e nell'aumento delle capacità di gestione;

  • ultimo punto è il cuneo fiscale e la quantità di denaro che occorre per aprire una nuova attività e che per una struttura è semplice per un individuo difficile. Sono due punti su cui si deve ragionare molto e che vogliamo solo porre perché sicuramente già presenti nel dibattito.

    Non dimentichiamoci che una impresa grande molto spesso nasce da una microimpresa che cresce, questo è stato il passato e può essere il futuro per tanti e molti… Facebook, siliconvalley, ma anche la nostra storia rinascimentale insegna. Preoccupiamoci anche dei piccoli e di coloro che un giorno potranno diventare grandi, una azienda piccola è come un bambino molto spesso indifeso e chi le difende forse sono soli i professionisti che con la loro attività ogni giorno cercano di liberare queste energie e di farle crescere… forse questa è la vera liberalizzazione che ci vorrebbe, aiutarci in questa attività.

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