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Liquidazione rapida per i piccoli

del 10/02/2012
di: di Luigi Chiarello e Antonio Ciccia
Liquidazione rapida per i piccoli
In futuro arriveranno norme per la liquidazione accelerata per consumatori e piccole imprese sovraindebitati. Ma, intanto, gli interessati potranno accedere all'ombrello normativo del fallimento civile. L'istituto sul sovraindebitamento, che prevede una procedura di ristrutturazione del debito per i cosiddetti soggetti non fallibili è contenuto, infatti, nella legge 3/2012, che entrerà in vigore il prossimo 29 febbraio. Nel decreto legge sulla giustizia civile (212/2011), in sede di conversione alla camera, sono contenute norme che si sovrappongono in gran parte alle disposizioni sul sovraindebitamento previste della legge 3/2013. In aggiunta, in sede di prima al lettura al senato, il decreto legge è stato anche emendato e abbondantemente integrato con la previsione di un nuovo impianto normativo, che istituisce una corsia accelerata per la messa in liquidazione del consumatore e di altri debitori non fallibili a norma di legge. Norme e integrazioni, che due giorni fa hanno subito uno stop in commissione giustizia a Montecitorio. Dove, stante i tempi stretti di conversione del decreto (scade il 20 febbraio prossimo), tutti i gruppi parlamentari hanno espresso perplessità sulla possibilità di analizzare a dovere un testo contenente una disciplina così complessa. Per altro, come detto, recentemente già affrontata in sede di approvazione della legge 3/2012. E' insorto, quindi, un problema di rapporti tra il governo, il senato e la camera, con il parlamento chiamato a recepire un testo dell'esecutivo, senza possibili esami o integrazioni. La soluzione che i deputati hanno trovato di comune accordo è stata di stralciare tutte le norme dall'articolo 1 all'articolo 11-duodecies del decreto legge 212/2011, per come integrato in senato. Queste norme confluiranno pari pari in un disegno di legge del governo. O, in alternativa, in una proposta di legge parlamentare, che avrà tempi di esame più blandi rispetto a quelli previsti per la conversione in legge di un dl. Costituirà insomma una base di discussione per il parlamento, mentre intanto da fine mese entreranno in vigore le garanzie previste dalla legge 3/2012.

raffronto tra legge e decreto legge Il 22 dicembre 2011 sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 viene pubblicato il decreto legge 212, recante «Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile». Pendente il procedimento di conversione del decreto 212 è stata approvata in via definitiva la legge 27 gennaio 2012 n. 3, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2012, recante «Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento». Nei lavori parlamentari di approvazione della legge 3/2012 si legge che il legislatore ha ritenuto di approvare la legge e che eventuali modifiche alla stessa sarebbero state apportate in sede di conversione del decreto 212. Insomma il legislatore è consapevole della sovrapposizione dei due testi: uno vigente, quello del decreto-legge, in fase di conversione e l'altro già approvato definitivamente, ma operativo solo dalla fine del mese di febbraio 2012.I due testi si differenziano nella parte il decreto-legge disciplina in maniera speciale il fallimento civile del consumatore. In particolare all'articolo 1 del decreto viene definito il sovraindebitamento del consumatore e cioè il sovraindebitamento dovuto prevalentemente all'inadempimento di obbligazioni contratte dal consumatore. Questa definizione non c'è nella legge 3/2011, ma questo significa che il sovraindebitamento del consumatore va ricondotto alla nozione generale di sovraindebitamento: situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni. In altre parole non si può escludere che anche un consumatore possa avvalersi delle disposizioni della legge 3/2012.Peraltro sia il decreto 212/2011 sia la legge 3/2012 individuano il medesimo presupposto soggettivo di ammissibilità e cioè il fatto che il debitore non sia assoggettabile alle vigenti procedure concorsuali. Si noti che in entrambi i casi si parla genericamente di «debitore» e quindi non necessariamente di imprenditore. Tra l'altro anche il consumatore non è assoggettabile a procedure concorsuali (fallimento e concordato). Il decreto-legge all'articolo 3 prevede una particolarità della proposta di accordo per la gestione della crisi del consumatore: nella proposta di accordo possono essere indicate eventuali limitazioni all'accesso al mercato del credito al consumo, all'utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico a credito e alla sottoscrizione di strumenti creditizi e finanziari. Una norma specifica di questo tipo manca nella legge 3/2012.

Gli sviluppi futuri. Durante l'iter di approvazione del decreto-legge e prima della decisione di stralciare le norme sul sovraindebitamento, lasciando il campo libero alla legge 3/2012 (almeno per ora) il testo è stato emendato e proprio queste modifiche ci indicano le possibili novità future. Innanzi tutto si propone una disciplina ad hoc per il consumatore. Inoltre sia per il consumatore sia per le altre categorie di debitori si introducono due possibilità: la proposta di accordo formulata con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi oppure la procedura di liquidazione. Quest'ultima procedura vede protagonista il liquidatore, che nominato dal giudice si occupa di censire il passivo e di liquidare l'attivo, ripartendolo tra i creditori. Inoltre viene espressamente disciplinato l'effetto di esdebitazione e cioè la liberazione del da tutti i suoi debiti residui anteriori alla procedura.Altri emendamenti proponevano di ritoccare la procedura della legge 3/2012 ammettendo esplicitamente l'imprenditore agricolo, semplificando gli oneri probatori per gli imprenditori (estratti conto bancari al posto della contabilità). Inoltre, raccogliendo le proposte del Consiglio nazionale forense, vengono previsti requisiti di professionalità per gli organismi di composizione della crisi.

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