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Pensioni, si cambia registro

del 09/02/2012
di: La Redazione
Pensioni, si cambia registro
Un primo importante passo in avanti per la tutela previdenziale di coloro che versano i contributi alla gestione separata dell'Inps. Un risultato che è stato ottenuto grazie alla tenacia dell'Ancot Associazione nazionale consulenti tributari che insieme al Colap e ai Radicali Italiani, da tempo, porta avanti la battaglia per i cosiddetti «Contributi Silenti». Con la Manovra di Monti è cambiata la pensione dei professionisti senza Albo nella Gestione Separata Inps anche se resta sempre il problema dei Contributi Silenti. «Con la “Legge di Natale” la n. 214 del 22/12/2011, con decorrenza 1/1/2012», spiega il presidente dell'Ancot Associazione nazionale consulenti tributari Arvedo Marinelli, «tutti i periodi assicurativi, quindi anche quelli inferiori i tre anni, saranno validi per la totalizzazione dei periodi assicurativi «ai fini delle pensione di vecchiaia e di anzianità di cui all'art. 1 comma 1 della Legge 02/02/2006 n. 42». Ma cosa comporta questa novità?

«Gli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti, nonché alle forme pensionistiche obbligatorie, tra cui anche la Gestione Separate Inps, possono cumulare tutti i periodi assicurativi non coincidenti, al fine del conseguimento di un'unica pensione, senza nessuna perdita.

In altre parole la «totalizzazione» consente di riunire «gratuitamente» i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse che, da soli, non darebbero diritto alla pensione. «Una volta totalizzati» i vari periodi, ciascuna gestione paga la pensione a sua carico. È quindi una buona notizia nella batosta pensionistica della «Manovra di Natale». Un'ingiustizia eliminata dal Governo Monti grazie anche all'innalzamento dell'età pensionabile e quindi non certo un regalo!». La Riforma invece non ha toccato l'Istituto della «Ricongiunzione» che come la totalizzazione risulta utile a coloro che sempre più frequentemente hanno carriere lavorative discontinue e con versamenti contributivi in più gestioni. La ricongiunzione è divenuta più interessante per la sempre più frequente mobilità dei lavoratori dal settore privato a quello pubblico e viceversa e per la coesistenza di periodi di lavoro dipendente con attività di lavoro autonomo o professionale».

È auspicabile quindi che il legislatore ponga rimedio a questa situazione che potrebbe permettere a tanti lavoratori autonomi, molti dei quali in questa delicata fase congiunturale sono socialmente deboli, a veder tutelati i propri diritti e per certi versi anche la propria dignità. Infatti anche con la «Manovra di Natale» «non si è eliminato», ha aggiunto Marinelli, «ancora il problema dei Contributi

Silenti ovvero di quei contributi versati dagli obbligati alla Gestione Separata Inps che non maturano un pensione e che, pure essendo ora totalizzabili, restano non ricongiungibili. I più giovani e più deboli sul mercato del lavoro, costretti a contratti co.co.co o ad aprire la partita Iva per lavori stagionali o a intermittenza, non possono essere puniti anche in vecchiaia non riconoscendo loro contributi molto elevati versati a spezzoni». «Per questi contributi bisogna trovare una soluzione che metta fine a questa grande ingiustizia! Essendo il metodo di calcolo della pensione contributivo, bisogna considerare validi tutti i contributi versati senza nessuna perdita, sia ai fini della totalizzazione come già fatto, sia ai fini della ricongiunzione».

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